villa san donnino modenaSalvaguardare “la storica villa San Donnino, costruita nel 1911 in stile liberty su progetto dell’architetto Ferdinando Messerotti Benvenuti, committente Claudio San Donnino, nipote di Guido, podestà di Modena dal 1926 al 1940”. Lo chiede un’interpellanza al presidente del Consiglio e al ministro dei Beni culturali presentata al Senato da Carlo Giovanardi (FL). L’ex ministro dei Rapporti col Parlamento chiede “di attivarsi al fine di revocare l’autorizzazione del 7 agosto e di seguire le indicazioni della Soprintendenza, scegliendo un percorso alternativo, meno impattante, di pari lunghezza, probabilmente meno costoso, e che raggiunga lo stesso obiettivo di collegare la Tangenziale sud di Modena con il casello autostradale di Modena sud, senza dover sacrificare un così importante bene culturale”.

Infatti, il Consiglio dei ministri in data 7 agosto 2017 ha approvato, in esame preliminare, un decreto del Presidente della Repubblica che autorizza la realizzazione del prolungamento della corsia sud della tangenziale di Modena, che supera il vincolo della Soprintendenza su Villa San Donnino, attualmente proprietà Lonardi, chiudendo così la villa e il parco fra due muri di cemento, con la moltiplicazione degli effetti di inquinamento acustico e di polveri dovute all’intenso traffico oggi dell’autostrada e domani dall’autostrada più la tangenziale.

Secondo Giovanardi, per salvaguardare la villa, utilizzata anche come set del film “900” di Bernardo Bertolucci, “è possibile un percorso alternativo, a poche centinaia di metri, tutto su terreni agricoli lontano dagli abitati, con sbocco esattamente all’entrata di Modena sud dell’autostrada così come prevede anche il progetto sdoganato dal Consiglio dei ministri”. Inoltre, “la proprietà della villa è disponibile a intensificare la possibilità, già oggi in essere, di visitare questa perla dell’architettura liberty del ‘900 a gruppi organizzati che ne fanno richiesta”.

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