stefano l'occaso“I nostri musei devono essere fruibili, aperti e godibili per quello che sono. Al resto pensano i geni del passato che hanno realizzato quello che oggi i musei rappresentano: sogni concreti”. Stefano L’Occaso, 42 anni e una vita dedicata all’arte, è il direttore del Polo Museale della Lombardia. Il “Cenacolo Vinciano”, la “Certosa di Pavia”, il Museo archeologico nazionale di Mantova – solo per citarne alcuni  – sono sotto la sua direzione. Conversando con AgCult parla della sua idea di “governance” museale, della riforma Franceschini e della centralità del ruolo della cultura nel nostro Paese.

“La riforma Franceschini apre nuove prospettive”

“La riforma voluta dal Ministro Franceschini – spiega – permette di aprire nuove prospettive e consente, per il sistema museale, notevoli capacità di investimento su tutela e valorizzazione, responsabilizzando gli istituti e dando loro nuovi strumenti, anche normativi”. Ciò permette ai direttori di un Polo Museale di adottare precise strategie di “governance”. L’idea di L’Occaso è chiara: “Bilanciare valorizzazione e conservazione e provvedere a investimenti tesi al restauro e alle manutenzioni delle strutture. Sono convinto che i nostri musei siano di una tale bellezza che debbano anzitutto essere presentati al loro meglio: bisogna che siano fruibili, aperti e godibili per quello che sono. Penso a investire, perciò, sulle loro intrinseche potenzialità e punto a garantire al pubblico visite confortevoli, in sicurezza, in luoghi puliti e decorosi. Al resto – che non è poco – pensano i geni del nostro passato che hanno realizzato quelli che oggi sono i musei: sogni concreti”.

“Le opere del passato sono il nostro dna”

Per quanto riguarda la cultura, parte fondamentale sia della storia del Paese che dell’economia nazionale, come si può migliorarne la fruizione da parte dei cittadini? “Partendo dalle scuole e – dice L’Occaso ad AgCult – rendendo più consapevoli, rispettosi e appassionati i nostri concittadini, affinché diventino tutti orgogliosi delle opere del passato. Opere che sono, assai più di quanto non sembri, la nostra spina dorsale e il nostro dna”.

“L’impresa privata importante partner”

Passando al ruolo che l’impresa profit può avere al fianco dell’istituzione pubblica nella gestione dei luoghi della cultura, L’Occaso sottolinea: “L’impresa privata è un importante partner, soprattutto per sostenere investimenti e per accompagnarci nel processo di rimodernamento che attende la nostra struttura. Le forme di collaborazione possono essere le più ampie possibili e tra queste desidero ricordare, poiché già messe in atto presso il Polo della Lombardia e con particolare efficacia, quelle della sponsorizzazione e dell’Art Bonus, un importante strumento messo a disposizione del cittadino e delle aziende che desiderino impegnarsi a sostegno della cultura, ottenendo importanti sgravi fiscali: fino al 65% dell’erogazione”.

Rispondi