L’approvazione da parte del Senato del Codice dello Spettacolo è stata accolta con favore dai deputati dem Irene Manzi e Roberto Rampi, che su Facebook così commentano il via libera di Palazzo Madama: “Il Senato approva il Codice dello spettacolo dal vivo, un provvedimento atteso da anni che interviene in modo organico sull’intero settore. Lo aspettiamo con impazienza alla Camera per portare a compimento il lungo lavoro avviato con i colleghi senatori”, scrive la Manzi. Sulla stessa linea Rampi, che sempre su Facebook scrive: “Una notizia super! Il Senato ha approva il testo sullo spettacolo dal vivo. Un lavoro durato mesi, di grande confronto con il territorio e gli operatori del settore, che da contemporaneità alle norme in materia, aumenta le risorse a disposizione, riconosce le diverse forme in cui si sviluppa l’attività culturale”.

Rampi elenca quindi i principali aspetti della nuova norma che ora arriva alla Camera per il voto definitivo: – Rilancio e sviluppo di tutto il settore Spettacolo; – Valorizzazione della qualità delle produzioni e sviluppo dei processi di internazionalizzazione favorendo la mobilità artistica e la circolazione delle opere; – Incremento del Fondo unico per lo spettacolo (FUS); – Attribuzione annuale del 3% del FUS alle scuole per attività inerenti lo spettacolo; – Estensione ART-BONUS (credito d’imposta per favorire le erogazioni liberali a favore della cultura) ai settori dello spettacolo; – Sviluppo dei progetti culturali per la valorizzazione delle periferie e delle aree disagiate; – Istituzione del “Consiglio Superiore dello Spettacolo”, per dare indirizzi strategici al Ministro e per garantire trasparenza; – Riconoscimento del valore formativo ed educativo dello spettacolo, per favorire integrazione e contrastare disagio sociale; – Individuazione di beni e immobili pubblici non utilizzati o in stato di abbandono da concedere per attività di spettacolo; – Attivazione di piani straordinari per ristrutturazione e aggiornamento tecnologico di teatri o spazi destinati a spettacolo per i Comuni al di sotto di 15mila abitanti; – Sostegno alla musica popolare contemporanea; – Agevolazioni fiscali per i progetti presentati da giovani under 35; – Incentivi per la produzione musicale delle opere di artisti emergenti per prime, seconde e terze opere; – Riconoscimento del valore della danza classica e contemporanea e della tradizione dei corpi di ballo italiani.

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