castello-santa-severa“Venerdì 22 settembre, alle 21.00, in attesa delle Giornate Europee del Patrimonio (GEP) del 23 e 24 settembre, al Castello di Santa Severa sarà presentato il progetto “Castrum Novum, scienza, educazione e ricerca per i beni culturali di Santa Marinella” per la rassegna d’incontri culturali “Cose, uomini e paesaggi del mondo antico”, a cura del Museo Civico, in collaborazione con la Regione Lazio, LAZIOcrea, Comune di Santa Marinella e Coopculture”. Lo comunica una nota. “Il progetto “Castrum Novum”, promosso dal consigliere Andrea Passerini del Comune di Santa Marinella e dal direttore del Museo civico, Flavio Enei, realizzato grazie al finanziamento della Regione Lazio, si è avviato verso una nuova importante fase di ricerca archeologica e di valorizzazione culturale e turistica a Santa Marinella, nell’area dove sorse la colonia romana di Castrum Novum, dedotta nel 264 a.C. a controllo del confine nord dell’antico territorio ceretano”.

“Il progetto, oltre alle attività di ricerca, prevede numerosi interventi, tra i quali la realizzazione di pannelli didattici e segnaletici da installare sul luogo, attività di sensibilizzazione nelle scuole del territorio, manutenzione dell’area e pubblica divulgazione tramite visite guidate, conferenze e materiali illustrativi. Un lungo lavoro di documentazione, indagini scientifiche e contatti internazionali – si legge ancora nel comunicato – ha portato una nutrita equipe composta da archeologi, geologi, restauratori, paleobotanici e tecnici subacquei, alla ricognizione sistematica del sito, sia a terra che in mare. Il gruppo di lavoro italo-francese, coordinato dai volontari e dagli archeologi del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite (GATC), da Sara Nardi dell’Università di Amiens (Picardia) e da Gregoire Poccardi dell’Università di Lille, opererà a stretto contatto con Rossella Zaccagini della Soprintendenza Archeologica”.

“Sarà impegnato nella campagna di scavi, nella schedatura e nella documentazione grafica e fotografica dei resti affioranti nella vasta zona di Capolinaro, tra Torre Chiaruccia e Casale Alibrandi. Il Centro Studi Marittimi del GATC si occuperà delle prospezioni in mare, destinate a comprendere quanto insediamento sia stato sommerso in seguito all’ingressione marina, ed a ricostruire la situazione portuale antica, monitorando il fondale e i numerosi relitti presenti a varie profondità”.

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