istituti musicali senatoLa statizzazione degli istituti musicali pareggiati sarà prevista per tutti, su richiesta, verrà articolata in tre anni e per l’operazione arriverà in dotazione un finanziamento aggiuntivo rispetto a quello già previsto dalla legislazione vigente di 50 milioni di euro. Le nuove linee sono state esposte dal senatore Claudio Martini (Pd), relatore del provvedimento in Commissione Cultura di Palazzo Madama, che ha annunciato la rimodulazione del testo unificato del provvedimento alla luce delle novità introdotte sul tema dalla “manovrina” di giugno.

LE NOVITA’ DELLA “MANOVRINA”

All’articolo 22-bis del testo della legge varata dal Governo Gentiloni è stato deciso infatti che “a decorrere dall’anno 2017, una parte degli istituti superiori musicali non statali e le accademie non statali di belle arti sono oggetto di graduali processi di statizzazione e razionalizzazione”. A seguito di ciò sono stati stanziati 63 milioni di euro complessivi fino al 2020.

MARTINI: “IL PROBLEMA E’ INGORGO DI PROVVEDIMENTI”

“Il nuovo testo – ha spiegato Martini ad AgCult – riprende quello precedente e lo aggiorna sulle nuove previsioni. Lo rimodelliamo, prevedendo anche una dotazione di risorse che consenta di comprendere tutti gli istituti, oggi in mano ai Comuni”. Serve però viaggiare spediti, perché, come ha fatto notare il senatore dem in Commissione, tra poco si entra in sessione di bilancio e quindi bisogna fare in fretta. “Il problema – ha aggiunto Martini – potrebbe venire solo dall’ingorgo di provvedimenti, perché la disponibilità delle forze politiche alla discussione c’è. Cerchiamo di portare avanti una intesa ampia e forte in modo da avere argomenti per chiudere in Senato prima della fine dell’anno e poi approvare anche alla Camera a inizio 2018”.

FERRARA (PD): “SVOLTO DIFFICILE LAVORO DI SINTESI”

“Il percorso finora intrapreso, seppur accidentato, è stato sempre caratterizzato da obiettivi condivisi, in un’ottica coerente” ha replicato la senatrice del Pd, Elena Ferrara, sottolineando inoltre come sia stato svolto dal relatore “un difficile lavoro di sintesi mantenendo coerentemente i contenuti principali della propria proposta, frutto a sua volta di diverse istanze”.

BLUNDO (M5S): “PENSARE A CHI DECIDE DI RESTARE FUORI”

“Bene” l’adesione volontaria al processo di statizzazione, per la senatrice del M5S Enza Blundo anche se “occorre normare la sorte di coloro i quali decidono di restarne fuori, onde non lasciare aspetti indefiniti”.

CONTE (AP): “SOLUZIONE EVITANDO LA LEGGE DI BILANCIO”

Il senatore Franco Conte, di Ap, ha auspicato “che si giunga a soluzione senza utilizzare lo strumento della legge di bilancio”, una scelta che sarebbe a suo avviso “riduttiva”.

FISSATO NUOVO TERMINE PER GLI EMENDAMENTI

Su questa scia, in tema di organizzazione del lavoro, il presidente della Commissione, Andrea Marcucci (Pd), ha chiesto di proseguire il lavoro in Commissione “fermo restando che la legge di bilancio, benché non sia la sede privilegiata, può rappresentare uno strumento eventuale di approdo”. Il termine per la presentazione degli emendamenti al nuovo testo del relatore è stato fissato per le 12 di giovedì 28 settembre.

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