commissione culturaDalle buone pratiche di recupero urbano e di inclusione sociale all’alternanza scuola lavoro, dalle iniziative pubbliche a quelle nelle zone colpite dagli eventi sismici a partire dal 24 agosto 2016. Sono queste le macro aree, secondo quanto apprende AgCult, dentro cui si muoverà l’Indagine conoscitiva sulle buone pratiche della diffusione culturale che sta portando avanti la Commissione Cultura della Camera e che si concluderà entro il 30 novembre prossimo. “L’indagine – si legge nel programma approvato in commissione prima dell’estate – muove dall’idea che le attività culturali, nel loro complesso, costruiscono comunità, per la capacità di attivare e sviluppare percorsi identitari, rendendo vivi e operanti i principi ispiratori dell’articolo 9 della Costituzione”.Il dato importate è che questa attività di ‘scoperta’ di quanto di buono si fa in ambito culturale in Italia avverrà secondo la direttrice bottom-up, cioè cercando di dare voce e ascoltare realtà significative di tutto il territorio del Paese e non calando ricerche dall’alto. Gli ambiti individuati ricalcheranno in parte le aree di intervento scelte dal governo in questi anni. Il Partito democratico ha già presentato le proprie proposte in attesa che anche gli altri gruppi facciano lo stesso. Di deciso, per ora, non c’è nulla. Ma nella Commissione si sta definendo l’elenco di “buone pratiche” da audire. Tra queste, non potranno certo mancare anche quelle portate avanti in questo anno nei territori del terremoto.

Al centro dell’indagine, condotta dalla Commissione presieduta da Flavia Piccoli Nardelli, sarà comunque l’individuazione delle “buone pratiche messe in campo nel settore pubblico, privato e dell’associazionismo spontaneo, con la conseguente verifica della loro ricaduta in termini di rilancio sociale ed economico dei territori interessati. Occupandosi di un fenomeno ad ampio spettro, l’indagine non si limiterà all’analisi delle esperienze più riuscite, che hanno mezzi per farsi conoscere e apprezzare, ma mirerà a dare visibilità a quei fermenti di vivacità e impegno culturale che promanano da gruppi spontanei, attivi nell’area dell’associazionismo e del terzo settore, e che rappresentano un motore di grande impatto sui territori, sia per le opportunità di impiego che offrono, sia per l’indotto turistico e commerciale generato”.

I CANDIDATI PROPOSTI DAL PD

Nell’ambito delle buone pratiche di recupero urbano e di inclusione sociale attraverso la dimensione culturale il Partito democratico ha proposto i nomi del Teatro Massimo impegnato con Opera camion a portare Il Barbiere di Siviglia allo Zen di Palermo. Sicuramente sarà ascoltata la Direzione generale Arte, Architettura Contemporanea e periferie urbane del Mibact, guidata da Federica Galloni. Altri progetti inseriti nel pacchetto proposto dal PD sono Clac Mare memoria viva sempre a Palermo. E ancora: Cittadino spettatore, della Casa dello Spettatore, l’Area archeologica Giardini Luzzati a Genova, La Fornace a Moie di Maiolati Spontini (An), Culturability, Residenze creative con il progetto Nobiltà e Miseria, BiblioHub.

Per l’Alternanza scuola-lavoro si parla di audire il Liceo scientifico Boggia di Catania col progetto recupero rifugio antiaereo. Da Reggio Calabria, l’Archivio di Stato con l’attività di riordino con 25 istituti. Da Mercogliano (Avellino) dove due licei classici al fianco della Biblioteca statale di Montevergine, hanno tenuto aperta la biblioteca scolastica. In Emilia Romagna, il progetto “Comunicare in beacons” del Museo del Cielo e della Terra di San Giovanni in Persiceto con il Dipartimento di fisica e astronomia dell’università di Bologna; a Carpi, l’Istituto A. Meucci e la Fondazione ex Campo Fossoli, con il progetto L’Archivio svelato, valorizzazione degli archivi della deportazione. Ancora a Bologna, il Liceo scientifico Fermi con la Biblioteca provinciale dei Frati minori cappuccini presenterà un progetto di valorizzazione del patrimonio librario e in particolare dei libri proibiti tramite una mostra organizzata dai ragazzi.

Infine, nell’ambito delle iniziative pubbliche consolidate che creano identità saranno presumibilmente auditi la Biennale Venezia e il Festival, il Polo museale della Toscana con il progetto la storia per immagini, il Polo museale Campania con il progetto Reach out. Spazio anche alla città di Palermo, capitale italiana della cultura 2018 e Matera, capitale europea della cultura 2019. Il FAI con il giardino della Kolymbethra nella Valle dei templi e Lecce. La biblioteca dei Girolamini a Napoli in relazione all’Art Bonus e, per concludere, il Museo della fotografia di Cinisello Balsamo (MuFoCo).

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