Il “dentino” preistorico, il più antico resto umano d’Italia, è tornato e rimarrà definitivamente ad Isernia, luogo del suo ritrovamento nel 2014. Il reperto, di un’età datata intorno ai 600 mila anni, sarà collocato presso il Museo Paleolitico della città molisana, che sorge proprio sul sito archeologico “La Pineta”, giacimento scoperto casualmente nel 1979 durante i lavori di costruzione di una superstrada.

Oggi e domani il reperto verrà esposto presso il Museo Paleolitico, a seguire si sposterà al Castello Pandone di Venafro, poi tornerà per un paio di mesi a riposo, nei locali della Soprintendenza del Molise, custodito in attesa che venga terminato l’allestimento al Paleolitico, dove resterà in maniera permanente.

IL BRACCIO DI FERRO TRA ISERNIA E FERRARA

Negli ultimi 3 anni c’è stato un vero e proprio braccio di ferro tra le Amministrazioni locali e il Prof. Peretto, dell’Università di Ferrara, titolare degli scavi. Alcuni rinvii dell’arrivo del “dentino” ci sono poi stati a causa di motivi tecnici legati alla soprintendenza, “ma poi – ha spiegato ad AgCult Eugenio Kniahynicki, assessore alla Cultura del Comune di Isernia – le questioni sono state risolte, si è mossa tutta la macchina territoriale, Regione, Provincia e Comune, affinché si creassero le condizioni per farlo tornare. Il suo rientro in pianta stabile – ha aggiunto Kniahynicki – è di grandissima importanza per tutto il territorio. Ora dovremo lavorare in sinergia con gli altri enti per creare un indotto in modo che il ‘dentino’ diventi una risorsa per il territorio”.

LA STORIA DEL DENTINO

Il “dentino” (si tratta di un primo incisivo superiore sinistro da latte di un bambino deceduto all’età di circa 5-6 anni) viene attribuito all’Homo Heidelbergensis sulla base delle sue caratteristiche, per le sue dimensioni e per la sua età cronologica. In Europa, infatti – secondo quanto si legge sul sito dell’Università di Ferrara –, la presenza dell’Homo Heidelbergensis è attestata a partire da circa 600 mila anni e rappresenta l’antenato dell’Uomo di Neanderthal che si diffonde successivamente in tutta Europa e che scompare in seguito alla diffusione dell’Uomo anatomicamente moderno (Homo sapiens) almeno a partire da 40.000 anni fa.

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