Tre possibili soluzioni per affrontare il “drammatico” calo della lettura in Italia: aiutare la lettura soprattutto al Sud grazie a una fiera del libro da organizzarsi a Bari, lettura dei quotidiani in classe e una lista di lettori virtuosi e affezionati da premiare. Queste le misure presentate dallo scrittore Alberto Asor Rosa nel corso del suo intervento in commissione Cultura della Camera, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle buone pratiche della diffusione culturale, volta a una ricognizione degli elementi del tessuto identitario culturale dei nostri territori, individuando casi esemplari di buone pratiche e di esperienze di diffusione. “Il nodo di tutte le carenze culturali italiane è la drammatica minorità ed emarginazione della lettura”, spiega Asor Rosa. “Attraverso la lettura infatti viene veicolato tutto il resto. Questa carenza è un fatto tradizionale nella cultura italiana ma penso che oggi la situazione tende a diventare più disastrosa. Su questa materia ci sono stati tentativi notevoli di modifica e di rinnovamento, soprattutto da parte di grandi linguisti, come Sabatini, Serianni e Tullio De Mauro”.

Perché non una fiera del Libro anche a Bari?

Asor Rosa elenca quindi tre possibili soluzioni per risolvere il problema: “La prima riguarda le fiere del libro. L’anno scorso la fiera di Torino ha visto affiancarsi, in modi piuttosto fuori luogo, una fiera internazionale del libro di Milano che ha avuto peraltro un esito limitato. In quell’occasione mi sono schierato contro la fiera di Milano ma progressivamente ho cambiato parzialmente la mia opinione. Se le fiere del libro dovessero essere concertate secondo una logica ispirata al problema della riduzione della carenza di lettura, forse che ce ne sia più di una non sarebbe male. In modo particolare la questione riguarda il sud, dove la fenomenologia negativa è ancora più negativa. Perché – si chiede – non pensare di organizzare una fiera del libro in una città del sud dove c’è una casa editrice illustre e una università di grande livello, come Bari? Se questo accadesse, forse una spinta di grande respiro e appello potrebbe essere lanciata”.

Lettura dei giornali in classe

Secondo punto, “renderei obbligatoria la lettura del giornali in classe. Un’ora dedicata alla lettura del giornale sarebbe una via formidabile per aiutare i giornali a sopravvivere e per introdurre presso i giovani un’abitudine che si va progressivamente perdendo. In 30 settimane di 1 anno scolastico, cambiando le testate, se ne potrebbero leggere molti di orientamento diverso, locali e nazionali”.

Una lista pubblica dei lettori virtuosi

“Perché – si chiede infine – non certificare l’acquisto dei libri in libreria, ad opera del venditore? Ne potrebbero risultare delle liste da cui la abitudine alla lettura del libri risulterebbe inequivocabilmente. Chi ne legge 10 in un anno viene inserito in una lista pubblica e ne riceve qualcosa, per esempio altri due libri pagati dallo Stato”.

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