mibact collegio romanoTutelare la professionalità dei “60 esperti per il patrimonio culturale” entrati in servizio a seguito di un bando nel settembre 2016, “eventualmente garantendo loro, nei limiti e nel rispetto delle attuali leggi, una prosecuzione del rapporto di lavoro, alla luce delle notevoli carenze in organico del Ministero”. Lo chiede il deputato del gruppo Misto-Direzione Italia, Cosimo Latronico, con un’interrogazione al Ministro dei beni culturali.

“In questi mesi di servizio – spiega Latronico – sono emerse le notevoli competenze e l’elevata qualità del lavoro svolto da tali funzionari come emerso anche dalle lettere di referenze firmate dai dirigenti degli istituti in cui gli stessi hanno prestato servizio; il 30 settembre 2017 il rapporto di lavoro di queste 60 unità con il Ministero arriverà a scadenza e non è prevista alcun tipo di proroga; ciò determinerà una seria carenza di professionisti dei beni culturali, nonostante l’immissione in ruolo di 500 nuovi funzionari vincitori o idonei del concorso recentemente conclusosi; entrando più nello specifico, per quanto concerne i funzionari archeologi, il Ministero risulta essere addirittura sotto organico di 270 unità, cifra destinata ad aumentare da gennaio 2018 a causa dei prossimi pensionamenti; la graduatoria del concorso a tempo indeterminato, composta da 203 professionisti fra vincitori e idonei, non sarà numericamente sufficiente a colmare queste mancanze; pertanto l’eventuale proroga e/o rinnovo contrattuale degli archeologi non andrebbe a ledere i diritti dei 500 prossimi assunti, ma concorrerebbe, altresì, a porre rimedio alle gravi criticità e lacune presenti nel tessuto organizzativo del Dicastero”.

Rispondi