mibact collegio romanoL’obiettivo è quello di capire se il governo abbia intenzione o meno di intervenire per salvaguardare le professionalità “già acquisite dal ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo”, senza rischiare di compromettere “diritti ed interessi legittimi di altri colleghi, a tutela dell’inestimabile patrimonio culturale italiano” durante il prossimo concorso al Mibact. La richiesta arriva dal deputato Stefano Borghesi (Ln) ed è diretta al ministro Dario Franceschini e al ministro per la Semplificazione e la pubblica amministrazione ricordando che un certo numero di esperti “archeologi, bibliotecari e archivisti”, che vedranno scadere il proprio rapporto di lavoro il 30 settembre 2017, ha già prestato servizio come funzionario di area III (posizione economica F1) alle dipendenze del Mibact presso alcuni degli istituti in forte carenza di personale. “Trattasi di ‘esperti del settore’ appositamente selezionati da una commissione di dirigenti ministeriali, che ha valutato i titoli di studio e professionali e li ha sottoposti ad un esame orale, secondo quanto stabilito dal bando di concorso per il reclutamento di ‘60 esperti per il patrimonio culturale’, pubblicato sulla Gazzetta”.

“Tale gruppo di persone – prosegue Borghesi – era stato reclutato nel 2015 ‘al fine di fare fronte a esigenze temporanee per il miglioramento e potenziamento degli interventi di tutela, vigilanza e ispezione, protezione e conservazione nonché valorizzazione dei beni culturali in istituti e luoghi della cultura statali’”. Tuttavia, ora, “si è a conoscenza del ‘concorso per l’assunzione a tempo indeterminato presso il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo di 500 funzionari di area III F1’. L’immissione in ruolo di nuove leve non deve tuttavia disperdere la professionalità e la competenza di altrettanti valevoli professionisti del settore chiamati a tamponare carenze emergenziali”, conclude Borghesi.

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