pompei Giulio Polibio“La convenzione con gli imprenditori francesi non prevede un generico affidamento del sito di Pompei ad investitori stranieri, bensì l’individuazione da parte dell’amministrazione e la successiva realizzazione di specifici interventi di restauro, nell’ottica di favorire la tutela e la valorizzazione di uno dei principali siti di interesse storico e artistico nazionali”. Lo ha detto il sottosegretario al Mibact Antimo Cesaro rispondendo il 27 settembre a un’interrogazione della senatrice del M5S Michela Montevecchi. Nell’interrogazione su un progetto di restauro della durata di dieci anni che un gruppo di imprenditori francesi dovrebbe realizzare a Pompei, la senatrice pentastellata chiedeva al governo se “non ritenga azzardato affidare, seppure parzialmente, ad un Paese straniero un sito simbolo del patrimonio artistico italiano per un periodo così lungo, senza conoscere anticipatamente la tipologia di interventi che verranno effettuati”. E ancora se “ritenga opportuno, prima di avviare un rapporto con il consorzio francese, fare una valutazione preventiva dei progetti verificandone la fattibilità, il rispetto dei criteri di restauro, della normativa e della valenza storica del sito”.

La Soprintendenza, ha precisato Cesaro, “ha già proposto al Fondo gli opportuni interventi relativi alla Casa del Centenario, alla Casa degli Epidii ed alla Casa di Giulio Polibio, indicandoli e riportandoli espressamente nella convenzione, e ha provveduto, altresì, a redigere un documento preliminare alla progettazione volto ad individuare le finalità e i costi dei singoli interventi”.

Il sottosegretario Cesaro ha poi evidenziato che “gli obiettivi fissati in tale documento saranno perseguiti tenendo conto di soluzioni progettuali che garantiscano la conservazione dell’integrità materiale del patrimonio archeologico e del contesto di riferimento; oltre a ciò, particolare cura andrà posta nell’individuazione di soluzioni progettuali che assicurino una durabilità delle prestazioni e massimizzino la riduzione degli oneri manutentivi”.

Rispondi