spettacoloProsegue in commissione Cultura della Camera l’esame del disegno di legge sul Codice dello spettacolo, approvato in prima lettura dal Senato il 20 settembre. Nel corso dell’ultima seduta la deputata pentastellata Chiara Di Bendetto ha sottolineato che il provvedimento, nel testo approvato da Palazzo Madama, non dovrebbe essere accolto “in modo incondizionato” e che dovrebbe esserci spazio, anche a Montecitorio, “per un dibattito approfondito e per eventuali proposte emendative”. Per la Di Benedetto, infatti, “sussistono ancora diverse questioni contestabili, tra le quali, in primo luogo, la scelta dello strumento della delega al Governo per la riforma del settore”.

La deputata del Movimento 5 Stelle ha quindi esposto il diverso punto di vista del suo gruppo in merito ai criteri che presiedono alle nomine nel settore delle fondazioni lirico-sinfoniche nonché a quelle del Consiglio superiore dello spettacolo, e ha chiesto “che venga chiarito l’intendimento della maggioranza rispetto alla possibilità di emendare il testo sul quale si può ancora intervenire in modo costruttivo”.

Il relatore del provvedimento, Roberto Rampi (Pd), ha replicato “di non ritenere opportuno un rinvio del testo al Senato, tenuto conto dei tempi ristretti imposti dal termine della legislatura, ormai prossimo”. L’intenzione, ha però puntualizzato, non è “togliere spazio al contributo dei colleghi dell’opposizione”, ritenendo più utile “ricorrere allo strumento degli ordini del giorno per affinare i singoli temi disciplinati dal provvedimento”. Per il deputato dem, infatti, è “poco plausibile che un suo rinvio al Senato possa consentirne l’approvazione in tempo utile”.

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