istituti musicali senatoSono circa 200 gli emendamenti presentati in Commissione Cultura del Senato al ddl relativo alla “Statizzazione degli istituti musicali pareggiati“. Le proposte di modifica sono riferite al nuovo testo, presentato dal relatore del provvedimento Claudio Martini (Pd), che recepisce alcune novità introdotte dalla “Manovrina” approvata dal Governo a giugno. Proprio Martini, che più volte ha richiamato l’attenzione sulla necessità di fare presto per evitare un ingorgo di provvedimenti in Aula prima della sessione di bilancio, ha presentato pochissimi emendamenti, più che altro, ha specificato, “volti esclusivamente ad apportare modifiche formali al fine di uniformare la terminologia utilizzata nel testo”.

GLI EMENDAMENTI

La senatrice del M5S Enza Blundo ha presentato un emendamento all’articolo 1 con cui si chiede l’integrazione della composizione del Consiglio universitario nazionale (CUN) con rappresentanti dell’Alta formazione artistica e musicale (AFAM), “onde – ha spiegato la parlamentare – rendere più coerente il sistema”. Sull’articolo 2, oltre ad altri emendamenti, c’è un ordine del giorno a sua firma volto a promuovere l’integrazione di tutta la filiera dell’alta formazione a partire dalle scuole medie ad indirizzo musicale, fino ai licei musicali e ai conservatori, sollecitando così un intervento più mirato.

Dal senatore Fabrizio Bocchino, di Sinistra italiana, la richiesta di “privilegiare la discussione sulla statizzazione e sulla stabilizzazione dei precari, rinviando invece l’esame del riordino”. Josefa Idem, del Pd, ha proposto di “escludere gli Istituti superiori per le industrie artistiche (ISIA) dalla costituzione dei Politecnici, riservando loro lo stesso trattamento dell’Accademia nazionale di danza e dell’Accademia nazionale di arte drammatica”. Per la senatrice dem “gli ISIA temono di perdere la propria specificità nella nascita dei nuovi Politecnici”. Sempre dal Pd arriva l’emendamento a firma di Elena Ferrara volto ad ampliare il numero di Politecnici previsti dal ddl.

In relazione all’articolo 3 la senatrice Blundo chiede infine che il direttore del Politecnico, il cui mandato è rinnovabile una sola volta, non deve essere rieleggibile prima che siano trascorsi altri tre anni.

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