museo arte orientaleCi sarà un risparmio per le casse pubbliche spostando in altra sede il Museo nazionale di arte orientale? Lo chiede con un’interrogazione al Ministro dei Beni culturali Lorenza Bonaccorsi, deputata del Partito democratico. “Il Museo – scrive Bonaccorsi – è stato istituito nell’ottobre del 1957 con decreto del Presidente della Repubblica ed aperto al pubblico nel giugno del 1958. Sono circa 60 anni che la sua sede è a Palazzo Brancaccio, a Roma. A quel tempo l’Ismeo (Istituto Italiano per il medio ed estremo oriente), la cui collezione costituisce il primo nucleo del museo, vi destinò parte della propria sede, le prime quattro sale. Il museo è poi andato progressivamente estendendosi nel palazzo. Tra il 1991 e il 1994 furono eseguiti cospicui lavori di ristrutturazione del palazzo, di proprietà privata, volti alla messa a norma e al restauro che valorizzarono notevolmente lo stabile, onde esporre degnamente la rilevante donazione di oltre 2.000 pezzi, appartenenti a differenti Paesi asiatici. Tale donazione aveva un valore di 5 milioni di euro e fu effettuata dalla signora Francesca Bonardi Tucci, moglie del professor Giuseppe Tucci. Le sale dedicate alla collezione Tucci sono state inaugurate il 22 luglio 2014”.

“È ora in atto – aggiunge la deputata del Pd – il tentativo di spostare il Museo in altra sede inadeguata. Si prevede peraltro, nell’ambito di tale trasferimento, un periodo di permanenza delle opere al chiuso in depositi, con potenziale rischio di deterioramento”. Bonaccorsi chiede pertanto “quali siano i tempi previsti dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ai fini dello spostamento; se — per evitare il danneggiamento delle opere d’arte — ne sia prevista la conservazione in casse climatizzate; se l’operazione preveda un risparmio per l’amministrazione, data la sua complessità”.

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