Dare seguito a quanto previsto da un ordine del giorno presentato dalla deputata Anna Ascani che impegna il Governo a destinare i fondi non utilizzati del bonus cultura al “Fondo per il contrasto della povertà educativa” previsto dalla legge di stabilità 2016 (la stessa che ha istituto la card cultura per i giovani). E’ quanto chiede la responsabile Cultura del Partito democratico in un’interrogazione indirizzata al ministeri dei Beni culturali.

Il Fondo – ricorda la Ascani – è stato costituito grazie ad un accordo tra Fondazioni di origine bancaria e il Governo, con l’avvio dei primi due bandi dedicati alla prima infanzia (0-6 anni) e all’adolescenza (11-17 anni). Le due iniziative, rivolte a organizzazioni del terzo settore e mondo della scuola, hanno l’obiettivo di mettere in campo progetti di contrasto alla povertà educativa minorile. Tuttavia, alcune fonti stampa non menzionano gli avanzi della card cultura per i giovani quale voce di finanziamento del “Fondo per il contrasto della povertà educativa” come, viceversa, il Governo si era impegnato a fare accogliendo l’ordine del giorno.

Secondo quanto riportato da alcune fonti (tra le tante: La Repubblica) che riprendono i dati ministeriali, solo il 61 per cento dei ragazzi classe ’98 (poco più di 351 mila ragazzi in totale), ha fatto accesso alla card; conseguentemente, è stato registrato un avanzo di 114 milioni sui 290 milioni di euro complessivamente stanziati per la misura, con circa la metà dei bonus prenotati ancora da spendere, corrispondente ad un importo di circa 90 milioni di euro.

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