La Dogana dei Grani di Atripalda (Avellino), costruita nel 1883 e attualmente in comodato d’uso alla Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici, dal 1993 è “un museo contenitore adibito a custodire i manufatti storico artistici recuperati sul territorio a seguito del sisma del 1980 nell’azione di tutela tesa ad evitare la dispersione, il furto o il deperimento delle opere d’arte”. Tuttavia, risulta essere al momento in stato di abbandono, come riferisce Carlo Sibilia del Movimento 5 Stelle che ha avuto modo di effettuare una visita all’interno della struttura. Il deputato pentastellato evidenzia inoltre “sistemi anti-incendio mai collaudati, locali semi-vuoti ed opere d’arte impolverate e per nulla valorizzate”. “La struttura non si trova nelle condizioni di assolvere alla funzione museale ed espositiva attribuita dallo stesso Ministero” e “all’interno sono allocate, tra l’altro, otto statue in origine collocate nella Dogana di Avellino, dal valore inestimabile, completamente abbandonate e in condizioni precarie”. Per questo ha presentato come primo firmatario, un’interrogazione a risposta scritta al ministro dei Beni culturali per sapere se “sia a conoscenza dei fatti esposti” e “quali iniziative di competenza, anche di carattere economico-finanziario intenda valutare di porre in essere, anche per il tramite della Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici di Salerno e Avellino, al fine di garantire la valorizzazione culture della Dogana dei Grani di Atripalda e di restituirle la sua funzione di museo, ad oggi impossibile da assolvere in maniera soddisfacente per il territorio”.

 

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