taverna della catenaBloccare l’attuale gestione “disastrosa” della “Taverna della Catena“, il monumento storico situato nella frazione di Vairano scalo del comune di Vairano Patenora (Caserta), presso il quale il 26 ottobre 1860 è avvenuto lo storico incontro tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II (noto come incontro di Teano). Lo chiede il senatore di Sinistra italiana Peppe De Cristofaro, con un’interrogazione al Ministro dei Beni culturali. Il riconoscimento dell’importanza storica del bene, spiega De Cristofaro, “è avvenuto con atto pubblico di Stato, proprio per l’unicità del luogo e per la sua straordinaria rilevanza storica, con decreto del 6 aprile 1967 del Ministero della pubblica istruzione in cui è sancito: ‘L’edificio sito in Vairano Patenora e denominato ‘Taverna Catena’ viene dichiarato di interesse particolarmente importante ai sensi dell’art. 2 della legge n. 1089 del 1939 e quindi sottoposto a tutte le disposizioni di tutela perché elemento dominante del quadro naturale sulla scena del quale si svolse lo storico incontro con cui si concluse il processo unitario del Risorgimento Nazionale tra Vittorio Emanuele II ed il generale Giuseppe Garibaldi’; il bene rappresenta, altresì, un simbolo di identificazione della collettività locale, tanto che lo stesso Comune, come risulta da svariati documenti, ha avviato un progetto per la trasformazione dell’immobile in un museo e in un centro di documentazione risorgimentale e che ha avuto anche l’apprezzamento della Presidenza della Repubblica; simbolo anche di storia, riflessione e analisi sulla “questione meridionale”, poiché l’edificio, per due giorni, è stato carcere sofferente di Antonio Gramsci”.

“Oggi, però, uno dei simboli più significativi del periodo risorgimentale versa in un mortificante e preoccupante stato di abbandono, di degrado e di incuria anche per gli abusi edilizi che ha dovuto subire, con l’avallo, purtroppo, anche della Soprintendenza per i beni ambientali, architettonici, artistici e storici per le province di Caserta e Benevento che con la nota prot. n. 21103 del 7 dicembre 1987 ha espresso parere favorevole alla richiesta di sanatoria presentata per lavori abusivi; tale nota è stata poi giustamente annullata dalla IV sezione del TAR Campania con sentenza del 12 ottobre 2005 n. 19204/05 Reg. Sent”.

Tenuto conto che il complesso monumentale necessita oggi “di un adeguato puntellamento e opere di sostegno e risanamento volte a scongiurare l’imminente quanto fatale crollo delle strutture interne, laterali e retrostanti”, De Cristofaro chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e se non ritenga di dovere intervenire tempestivamente, promuovendo la progettazione di un piano di recupero complessivo del monumento al fine di restituirlo nel più breve tempo possibile alla collettività, locale e nazionale; se non voglia prontamente intervenire, sollecitando la Soprintendenza per i beni ambientali, architettonici, artistici e storici per le province di Caserta e Benevento, impedendo il perpetrare della gestione, ad avviso degli interroganti disastrosa, di questo particolare bene storico italiano, avviando da subito il dovuto confronto con il Comune di Vairano Patenora”.

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