Santa Cecilia Mibact Franceschini LettaUna tournée negli Stati Uniti per l’Orchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia dopo 48 anni dall’ultima volta. Mancano pochi giorni alla trasferta statunitense per l’orchestra diretta da Antonio Pappano che dal 20 al 25 ottobre toccherà quattro città oltreoceano: New York, nel prestigiosissimo scenario della Carnegie Hall, Boston, Rochester e Washington. Ospite d’eccezione per le prove del 20 ottobre nella Grande Mela il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, che ha definito l’Accademia di Santa Cecilia, la lirica e la musica sinfonica un pezzo importante della nostra diplomazia culturale. La “spedizione” internazionale dell’Accademia di Santa Cecilia è stata presentata oggi al Mibact, nella suggestiva sala della Crociera (“Se avessi un lettino dormirei qui la notte”, ha scherzato ammirato il maestro Pappano guardandosi intorno). In viaggio con l’orchestra anche tre tesori della liuteria italiana: il violino Stradivari detto “il Toscano” (di proprietà dell’Accademia), il violino Nicola Amati del 1651 e un violoncello Guarneri del Gesù. Il programma della serata newyorchese (e delle repliche nelle altre mete statunitensi) prevede l’esecuzione, sotto la direzione di Pappano (tra l’altro al debutto alla Carnegie Hall), del Terzo concerto di Prokof’ev (eseguito proprio 108 anni prima dallo stesso autore a New York). A seguire la Sinfonia dell’Aida di Verdi e Pini e Fontane di Roma di Ottorino Respighi. Il 21, per una seconda serata nella Grande Mela, saranno eseguite la Sesta Sinfonia di Mahler e La Nuova Euridice secondo Rilke di Salvatore Sciarrino.

IL SOVRINTENDENTE MICHELE DALL’ONGARO

Dopo aver ringraziato il Ministero come “principale sostenitore” in generale e di questa iniziativa in particolare, il sovrintendente dell’Accademia di Santa Cecilia, Michele Dall’Ongaro, ha riconosciuto che “le cose dopo tanto tempo stanno andando un po’meglio, per quanto riguarda le risorse ma non solo”. Per questa tournée (che per legge devono essere in pareggio) in particolare ha ringraziato Enel per il suo sostegno.

“L’Accademia di Santa Cecilia – ha spiegato Dall’Ongaro – negli ultimi 5 anni ha toccato 90 capitali della musica. Dal 1969 non tornava negli Usa. Questa è l’occasione per farlo. Se possiamo farlo è merito anche di un lungo percorso virtuoso avviato anni fa, ma che con il maestro Pappano ha raggiunto continuità”. In questa tournée, ha sottolineato il Sovrintendente, “portiamo un bel pezzo di Italia nel mondo, un’Italia per bene. Portiamo le eccellenze italiane come Salvatore Sciarrino”.

Il maestro Pappano “è al 12esimo anno di direzione musicale e non è un caso che sono 11 anni con bilancio in pareggio. Le due cose vanno di pari passo: il progresso, la tranquillità di gestione, l’equilibrio economico, la possibilità di programmare il futuro accompagnano e sono parte integrante del progresso della qualità e della crescita culturale”.

IL MINISTRO FRANCESCHINI

L’annuncio di questa tournée è l’occasione, ha detto il ministro Dario Franceschini, per “dire molto semplicemente che l’Accademia di Santa Cecilia è la prova che gran parte delle cose che si dicono sulle fondazioni lirico sinfoniche sono smentibili dai fatti”. Anche se, ha ammesso il ministro, “in qualche caso non positivo hanno trovato un concreto riferimento”. Tuttavia, “l’Accademia di Santa Cecilia dimostra che è possibile investire nella qualità, investire nella internazionalizzazione, investire nel rapporto coi privati in modo positivo. Significa che si può fare. Spero entro novembre venga approvata la legge sullo spettacolo dal vivo, siamo in fase di ridiscussione di norme che aiutino giustamente, nel mondo delle fondazione lirico sinfoniche, i virtuosi e non salvino soltanto i meno virtuosi”. Perché, ha spiegato Franceschini lanciando un cenno d’intesa a Gianni Letta presente in sala, “è capitato a tutti noi di dover intervenire in situazioni che diventano di emergenza per cui si finisce che si aiuta sempre di più chi ha gestito male rispetto a chi ha gestito bene”.

Anche quest’anno, ha poi spiegato Franceschini, “abbiamo ottenuto di stabilizzare in legge finanziaria un fondo extra FUS per le fondazioni lirico-sinfoniche con una dotazione di 20 milioni per quest’anno e 15 per i prossimi, vincolando le risorse in modo che siano distribuite con un criterio proporzionale rispetto a quanto la singola fondazione ha raccolto da privati, incentivando così chi è stato capace di trovare altre risorse”.

Con la legge sullo spettacolo dal vivo, poi, “viene esteso l’art bonus ai teatri che fanno prosa e altri settori. Però l’Art bonus non ha funzionato in modo uniforme sul territorio nazionale. Penso sempre di più che servano meccanismi che premino chi è in grado di rafforzare il rapporto col privato. E soprattutto l’internazionalizzazione. La lirica e la musica sinfonica sono tra gli elementi italiani riconosciuti nel mondo come eccellenza e qualità, questi quindi – ha concluso Franceschini – devono essere pezzi della nostra diplomazia culturale nel mondo”.

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