120 battiti al minutoTogliere il divieto di visione ai minori di 14 anni per il film di produzione francese “120 battiti al minuto”, vincitore del Gran premio della giuria all’ultimo festival di Cannes. Lo chiedono, con un’interrogazione al Ministro dei Beni culturali, i senatori del Pd Sergio Lo Giudice e Monica Cirinnà. “È compito della commissione per la revisione cinematografica – spiegano i due senatori – emettere le valutazioni per il rilascio del nulla osta della Direzione generale per il cinema, prima che una pellicola possa essere distribuita nelle sale cinematografiche; la commissione che esamina il film può approvarne la diffusione per tutti o imporre divieti di visione ai minori, oppure arrivare a negare il nulla osta, qualora riscontri nell’opera cinematografica l’offesa al buon costume; secondo un’indagine Censis (2016), la percentuale di persone che hanno avuto il loro primo rapporto sessuale a meno di 15 anni è per gli uomini il 18,2 per cento, per le donne il 16,8 per cento (totale 17,6 per cento)”.

“Il film di produzione francese ‘120 battiti al minuto’, vincitore del Gran premio della giuria all’ultimo festival di Cannes, racconta la storia del collettivo studentesco ‘Act Up – Paris’, che all’inizio degli anni Novanta, attraverso azioni dimostrative, ha permesso alla Francia di porre sotto i riflettori la questione della pandemia da Hiv/Aids che aveva colpito il Paese; le storie ispirate da fatti realmente accaduti a persone di tutte le età, di ogni orientamento sessuale, sieropositive come sierocoinvolte, rappresentano una testimonianza preziosa per la sfida di questi anni alla diffusione dell’Hiv/Aids”. Considerato che “con nulla osta numero 112452 gli uffici competenti hanno autorizzato la proiezione del film nelle sale per un pubblico di età non inferiore ai 14 anni”, Lo Giudice e Cirinnà chiedono di sapere “con quali criteri sia stata assunta tale decisione; se il Ministro in indirizzo non possa valutare l’opportunità di rinviare la decisione alla commissione, al fine di rimuovere tale divieto e rendere accessibile a tutti questa storia di importante valore sociale”.

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