libreria libroUna legge organica di sostegno al settore del libro “come avviene negli altri paesi più avanti di noi, come la Francia che ci fa invidia e ci dà un po’ di vergogna”. Lo ha chiesto il presidente dell’Aie, Associazione italiana editori, Ricardo Franco Levi in audizione in Commissione Cultura della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle buone pratiche di diffusione culturale. Levi ha ricordato la portata dell’industria editoriale nel tessuto produttivo del Paese. “L’Associazione italiana editori che rappresenta poco meno del 100% del fatturato dell’industria editoriale italiana, rappresenta la più grande industria culturale del paese”. Infatti, “con poco meno di tre miliardi di fatturato il libro vale 12 o 13 volte la musica, 7 o 8 volte il cinema, vale qualche centinaio di milioni in più dei quotidiani, vale un miliardo in più del canone della tv pubblica”.

Se si parla di lettura, ha aggiunto il presidente degli editori, siamo nell’ambito dell’articolo 3 della Costituzione: rimuovere gli ostacoli che impediscono ai nostri cittadini la piena partecipazione alla vita sociale, culturale, politica del paese”. Quindi, “per noi editori parlare di lettura è insieme tutelare interesse categoria e corrispondere interesse generale del paese. Se il paese non riesce a uscire da questa minorità cui lo condanna lo scarso livello di lettura, siamo messi male. Come editori facciamo la nostra parte”.

E che cosa fanno gli editori per la lettura? “Il mondo editoriale – ha sottolineato Levi – sta uscendo dalla lunga crisi, il libro è entrato in crisi qualche anno dopo. Se mi chiedete quali siano le buone pratiche della lettura, rispondo ‘non lo so’. L’unica vera risposta è ‘lo sono tutte’. Non ce n’è una migliore dell’altra. Noi cerchiamo di fare la nostra parte. Come prima cosa abbiamo regalato per i prossimi anni i libri di testo alle scuole delle zone colpite dal terremoto. Poi venendo incontro al problema del peso dei libri sulle spalle dei bambini, abbiamo inventato lo ‘zaino digitale’: i bambini con un’unica password e un unico nome utente, pigiando un dito sul loro computer, hanno accesso a tutti i contenuti digitali di tutti i libri di testo adottati nelle loro scuole. Poi abbiamo lavorato con intensità per rendere i libri accessibili a tutti i portatori di disabilità a partire dai non vedenti”.

Infine, facendo l’elenco di tutte le feste del libro sparse per l’Italia, Levi ha annunciato la pace tra il Salone del libro di Torino e Tempo di libri a Milano: “Abbiamo fatto la pace, non esistono più guerre tra Torino e Milano”, ha scherzato. Poi ha descritto “un sogno” nel cassetto a cui sta lavorando: “Vorrei riportare dopo 30 anni, e conto di riuscirci, l’Italia a essere il paese ospite alla grande fiera internazionale del libro di Francoforte che quest’anno ha ricevuto la Francia con Macron e la Merkel. Mi auguro che il prossimo Presidente del Consiglio vada lì a rappresentare l’Italia”.

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