ovidioE’ proseguito in commissione Cultura della Camera l’esame della proposta di legge “Istituzione dell’anno ovidiano e celebrazione della ricorrenza dei duemila anni dalla morte di Ovidio”, approvato in prima lettura dal Senato e adottato come testo base anche da Montecitorio.

Nel corso dell’ultima seduta, il deputato pentastellato Gianluca Vacca ha rimarcato la mancanza di un provvedimento quadro che autorizzi in via generale interventi di questo tipo (un rilievo questo condiviso anche dalla presidente della commissione, Flavia Piccoli Nardelli). “Anche questo progetto di legge, infatti, può essere considerato ‘figlio di un santo in paradiso’, nella fattispecie la senatrice Pelino, circostanza di cui non tutti i territori possono beneficiare”, ha spiegato Vacca. L’esponente del Movimento 5 Stelle ha inoltre sottolineato “la macchinosa complessità del sistema di comitati da istituire e stigmatizza che all’interno di uno di essi sia ricompreso un ente privato, di cui è socia la senatrice prima firmataria”.

Perplessità a cui ha risposto il sottosegretario ai Beni culturali, Antimo Cesaro, secondo cui è “meritevole che una parlamentare del territorio abbia portato all’attenzione delle istituzioni l’opportunità di disporre interventi celebrativi in memoria di un poeta la cui importanza travalica i confini del territorio locale”. Infine, in merito alla composizione della governance, Cesaro ha evidenziato che “i finanziamenti disposti sono, come sempre, in favore delle attività e non di specifici soggetti”.

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