Palazzo Madama senato culturaParere contrario a tutti gli emendamenti al disegno di legge sulla Tutela del patrimonio culturale per velocizzare l’iter del provvedimento e arrivare all’approvazione entro la fine di questa legislatura. È quanto avvenuto in commissione Giustizia, sede referente del provvedimento che modifica il codice penale in materia di delitti contro il patrimonio culturale. Il relatore Giuseppe Cucca (Pd) pur condividendo alcune perplessità sollevate nel corso del dibattito in Commissione, con particolare riferimento alle problematiche relative alla definizione esatta di beni culturali rilevante ai fini penale, ha ritenuto “non meno condivisibile l’impostazione di fondo del disegno di legge e assolutamente necessario che esso vada approvato in tempi brevi e comunque entro la fine della legislatura”. Una posizione condivisa dal Governo, rappresentato dal sottosegretario di Stato alla Giustizia Federica Chiavaroli.

IL DIBATTITO

Il dibattito in Commissione aveva preso le mosse da un intervento del senatore di Forza Italia, Giacomo Caliendo, che si era soffermato sull’emendamento 1.3 che intende “riferire la nozione di bene culturale, rilevante ai fini della legge penale, alle cose mobili e immobili definite “beni culturali” dal codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004, nell’ottica di delimitare con maggiore chiarezza l’ambito oggettivo di applicazione della nuova normativa”. Sulla stessa linea Carlo Giovanardi (FL), secondo il quale “la nuova normativa sanzionatoria non consente in alcun modo di distinguere con nettezza il confine tra il penalmente lecito e l’illecito, rischiando con ciò di coinvolgere in pesanti quanto ingiustificate vicende processuali anche comuni cittadini o esercenti l’attività di vendita e commercio di oggetti di antiquariato”. È per questo che i suoi emendamenti vogliono “fare chiarezza e delimitare con maggiore precisione l’ambito di applicazione del disegno di legge ai comportamenti consapevolmente posti in essere e finalizzati al compimento di attività delittuose e terroristiche, tenendo invece fuori dal perimetro applicativo lo svolgimento di attività professionali condotte in modo onesto e trasparente”.

LE PERPLESSITÀ DI FORZA ITALIA

Rammarico per la posizione del relatore e del governo è stata espressa da Francesco Nitto Palma (FI) che ha voluto sottolineare che, a seguito del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, il sistema istituzionale “è ancora caratterizzato da un bicameralismo perfetto. Conseguentemente appare del tutto impropria questa forzata accelerazione dell’iter legis, anche in presenza di chiari errori di carattere tecnico che affliggono il testo in esame e che andrebbero corretti nella fisiologica dinamica della navette parlamentare. Oltretutto, alcune previsioni del disegno di legge appaiono porsi in contrasto con diritti fondamentali e inviolabili della persona umana che andrebbero tutelati”. E ha proposto: “È opportuno intervenire sul ddl attraverso emendamenti mirati e circoscritti, che possano consentire di risolvere i problemi segnalati e permettere in breve tempo l’approvazione del disegno di legge in modo da assicurarne l’entrata in vigore entro la fine della legislatura”.

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