Camera FacciataLa settimana della cultura alla Camera è caratterizzata dall’esame dei tre schemi di decreti legislativi del governo sul cinema e l’audiovisivo (per approfondimenti: Riforma della produzione audiovisiva, ecco i 3 decreti legislativi approvati dal Cdm). Martedì prosegue l’indagine conoscitiva sulle buone pratiche della diffusione culturale. Giovedì in commissione prosegue l’esame del Codice dello spettacolo, prevista poi l’audizione del direttore generale di progetto, Gen. D. CC Luigi Curatoli, sullo stato di attuazione del “Grande Progetto Pompei”. Sempre in VII commissione interverrà un esponente del Mibact per rispondere all’interrogazione di Irene Manzi (Pd) sul trasferimento del Museo nazionale d’arte orientale di Roma.

MARTEDÌ 24

Torna in Aula il disegno di legge recante Delega al Governo per la revisione e il riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico-ricreativo. Relatore è Tiziano Arlotti (Pd).

Alle 11,30 in commissione Cultura torna l’indagine conoscitiva sulle buone pratiche della diffusione culturale. Prevista l’audizione di rappresentanti della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e di esponenti e testimoni di progetti di educazione alla cultura e all’ambiente nei settori scolastico, museale e del libro. Nelle scorse settimane sono stati già auditi, tra gli altri, Carlo Fuortes (Opera di Roma), lo scrittore Alberto Asor Rosa, Pier Luigi Sacco e Ricardo Levi. (per approfondimenti: Cultura, Asor Rosa: carenza della lettura sempre più disastrosa Cultura, Sacco: Piattaforma di innovazione straordinaria, anche in ambito sociale  Libro, Ricardo Levi: Serve una legge organica di settore).

TUTELA DEI MINORI NEL SETTORE CINEMATOGRAFICO

Al termine verrà sottoposta al parere della VII commissione lo schema di decreto legislativo recante “disposizioni in materia di tutela dei minori nel settore cinematografico e audiovisivo”. Relatrice in commissione è Anna Ascani (Pd).

Il provvedimento dà attuazione alla delega prevista dall’articolo 33 della legge 14 novembre 2016, n. 220, recante “Disciplina del cinema e dell’audiovisivo”. Tale disposizione, in particolare, delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi per la riforma delle disposizioni legislative di disciplina degli strumenti e delle procedure attualmente previsti dall’ordinamento in materia di tutela dei minori nella visione di opere cinematografiche e audiovisive, ispirandosi ai principi di libertà e di responsabilità, tanto degli imprenditori del settore cinematografico e audiovisivo, quanto dei principali agenti educativi, tra i quali in primo luogo la famiglia, e sostituendo le procedure attualmente vigenti con un meccanismo di responsabilizzazione degli operatori e di attenta vigilanza delle istituzioni, orientato all’effettività della tutela dei minori.

La delega prevede, tra le altre cose, il sistema sanzionatorio degli illeciti amministrativi accertati. Inoltre viene delineato un nuovo sistema di classificazione, caratterizzato da tre principali novità: è abolita la possibilità di vera e propria censura dell’opera: non è infatti più previsto il divieto assoluto di uscita in sala di un opera, né l’uscita condizionata a tagli o modifiche della pellicola; è definito un sistema di classificazione più flessibile, maggiormente conforme alle diverse tipologie di opere e coerente con il generale allargamento del pubblico in sala, che comprende oggi anche bambini molto piccoli; si introduce il principio di responsabilizzazione degli operatori cinematografici, che sono chiamati a individuare la corretta classificazione dell’opera e a sottoporla alla validazione di un apposito organismo di verifica.

In commissione Bilancio, in commissione Giustizia, in commissione Trasporti, in commissione Lavoro, in commissione Agricoltura e in commissione Politiche Ue arriva l’esame del Codice dello spettacolo. Relatori sono rispettivamente Fabio Melilli (Pd), Giuseppe Berretta (Pd), Michele Anzaldi (Pd), Antonella Incerti (Pd), Paolo Cova (Pd) e Maria Iacono (Pd).

MERCOLEDÌ 25

LAVORO NEL SETTORE CINEMATOGRAFICO

Alle 14 si riuniscono le commissioni Cultura e Lavoro per l’esame dello schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di lavoro nel settore cinematografico e audiovisivo. Relatrici sono rispettivamente Giulia Narduolo e Patrizia Maestri.

La norma delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi per il riordino e l’introduzione di norme che, in quanto compatibili, disciplinino in modo sistematico e unitario, con le opportune differenziazioni correlate allo specifico ambito di attività, il rapporto di lavoro e l’ordinamento delle professioni e dei mestieri nel settore cinematografico e audiovisivo.

I criteri di delega sono i seguenti: conseguire obiettivi di semplificazione e razionalizzazione delle procedure di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro, al fine di ridurre gli adempimenti a carico di cittadini e imprese; rafforzare le opportunità d’ingresso nel mondo del lavoro e riordinare i contratti di lavoro vigenti per renderli maggiormente coerenti con le attuali esigenze del contesto occupazionale e produttivo nel settore cinematografico e audiovisivo; prevedere le opportune misure adeguate alle peculiari modalità di organizzazione del lavoro e di espletamento della prestazione lavorativa ovvero professionale.

PROMOZIONE DELLE OPERE EUROPEE E ITALIANE

Alle 15 le commissioni Cultura e Trasporti si riuniscono per il parere allo schema di decreto legislativo sulla riforma delle disposizioni legislative in materia di promozione delle opere europee e italiane da parte dei fornitori di servizi di media audiovisivi.

Il decreto legislativo riforma le norme a tutela della promozione delle opere europee e italiane da parte dei fornitori di servizi di media audiovisivi. In particolare, l’esercizio della delega è finalizzato alla razionalizzazione delle disposizioni legislative di disciplina degli strumenti e delle procedure attualmente previsti dall’ordinamento in materia di promozione delle opere italiane ed europee da parte dei fornitori di servizi di media audiovisivi sia lineari sia a richiesta.

RICONOSCIMENTO DELL’INNO DI MAMELI

Alle 15,15 la commissione Affari costituzionali si riunisce in sede legislativa per l’esame della proposta di legge, relatrice Daniela Gasparini (Pd), sul riconoscimento dell’inno di Mameli ‘Fratelli d’Italia’ quale inno ufficiale della Repubblica. Nel caso infatti in cui su un progetto di legge vi sia un consenso molto esteso, l’esame e l’approvazione definitiva di quel progetto può essere attribuito alle Commissioni.

Nel corso della seduta del 18 luglio la relatrice ha presentato un emendamento – poi approvato dalla commissione – “volto a precisare che il testo del ‘Canto degli Italiani’, titolo originario dell’Inno di Mameli e lo spartito musicale originale costituiscono l’inno nazionale della Repubblica”. Per questo, l’emendamento prevede al comma 1 del provvedimento (costituito da un unico articolo) di sostituire le parole da: “l’inno di Mameli” sino alla fine del comma con le seguenti: “il testo del ‘Canto degli italiani’ di Goffredo Mameli e lo spartito musicale originale di Michele Novaro quale suo inno nazionale”.

Respinte invece le proposte emendative presentate dal deputato Gigli che chiedeva, tra le altre cose, di “bandire un concorso nazionale per la composizione del testo e dello spartito musicale di un brano da riconoscere quale inno ufficiale della Repubblica”.

IL TESTO

La pdl, in prima lettura alla Camera, è composta da un unico articolo diviso in due commi. Il comma 1 stabilisce che “la Repubblica riconosce il testo del ‘Canto degli italiani’ di Goffredo Mameli e lo spartito musicale originale di Michele Novaro quale proprio inno nazionale”. Il comma 2 stabilisce invece che “con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera ii), della legge 12 gennaio 1991, n. 13, sono stabilite le modalità di esecuzione del ‘Canto degli italiani’ quale inno nazionale”. (per approfondimenti: Camera, dopo la pausa arriva in Aula il “Canto degli Italiani” di Mameli)

In commissione Esteri, in commissione Finanze e in commissione Ambiente arriva il Codice dello spettacolo. Relatori sono rispettivamente Eleonora Cimbro (Mdp), Renzo Carella (Pd) e Marco Bergonzi (Pd).

GIOVEDÌ 26

TRASFERIMENTO DEL MNAO DI ROMA

In commissione Cultura interverrà un esponente del Mibact per rispondere a un’interrogazione di Irene Manzi sul trasferimento del Museo nazionale d’arte orientale di Roma.

La deputata dem chiede al ministro dei Beni culturali se, “alla luce dei tagli imposti dalla spending review, ritenga opportuno valutare il trasferimento del Museo Nazionale d’Arte Orientale in altra sede, comunque centrale, di proprietà dello Stato, così da coniugare le esigenze di economicità con quelle, giuste, di visibilità e visitabilità dei luoghi e delle prestigiose opere di cui la struttura museale si fregia”. Per la Manzi, infatti, “il trapianto in un contesto periferico metterebbe a rischio la fruibilità di tale patrimonio culturale, declassando la storia ed il valore della collezione del grande artista Tucci e delle altre opere che la struttura museale ospita”.

Un esponente del Mibact interverrà alle 13,30 anche in commissione Attività produttive per rispondere a un’interrogazione.

Alle 14 si terrà l’audizione informale del direttore generale di progetto, Gen. D. CC Luigi Curatoli, sullo stato di attuazione del “Grande Progetto Pompei”.

CODICE DELLO SPETTACOLO

Prosegue quindi in commissione Cultura l’esame del disegno di legge sul Codice dello spettacolo. Nel corso dell’ultima seduta sono stati respinti tutti i 120 emendamenti con l’invito a trasformarli, la maggior parte, in ordini del giorno.

La pdl, ha spiegato il relatore Roberto Rampi ad AgCult, non è blindata per presa di posizione, ma perché “se la rimandiamo al Senato, non ci sono i tempi tecnici per l’approvazione definitiva. La legislatura di fatto è finita”. L’obiettivo prioritario è quindi approvare la legge. “Se si condivide sostanzialmente l’impianto della legge, come sembrerebbe dagli emendamenti proposti – nota ancora il deputato dem -, la trasformazione delle modifiche in ordini del giorno può avere un valore significativo. Si tratta infatti di una delega al governo che quindi dovrà tenere maggiormente in conto degli odg in sede di redazione dei decreti attuativi”.

RIEVOCAZIONI STORICHE

La commissione Bilancio torna a riunirsi in sede consultiva per l’esame della proposta di legge, primo firmatario Ermete Realacci (Pd), sulle disposizioni per la promozione, il sostegno e la valorizzazione delle manifestazioni, delle rievocazioni e dei giochi storici. Relatore del provvedimento è Giampiero Giulietti (Pd).

Nella seduta del 12 ottobre scorso, la V Commissione ha deliberato la richiesta di relazione tecnica sul provvedimento in titolo. Non essendo ancora pronta la relazione, è stato quindi chiesto un ulteriore rinvio dell’esame del provvedimento.

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