Tra i temi trattati nel corso della XII edizione di Ravello Lab, particolare attenzione è stata posta sui processi di valutazione e monitoraggio degli investimenti pubblici nel settore cultura. Un punto su cui è intervenuto nel corso della giornata conclusiva anche il sottosegretario ai Beni culturali, Antimo Cesaro: “Serve una grande serietà di intenti che muova questa valutazione. È infatti aumentata per merito del ministro Dario Franceschini la dotazione finanziaria, ovviamente questo determina un’assunzione di responsabilità sia nella capacità di spesa sia nella rendicontazione in termini di ricaduta dell’investimento pubblico nel settore. I tempi – ha sottolineato Cesaro – sono maturi per riflettere su quanto si riesce a spendere delle dotazioni finanziarie e su come si spende”.

Il sottosegretario ha quindi ripercorso alcuni dei punti affrontati nel corso dei lavori di Ravello Lab: tra questi il piano di gestione dei siti Unesco (quindi progettazione integrata e partecipata) e la strategia di integrazione dei poli museali nello sviluppo dei patrimoni culturali territoriali. Su quest’ultimo punto Cesaro ha evidenziato come “la buona riforma di Franceschini abbia determinato una posizione ancillare di alcune strutture ministeriali e di alcuni attrattori culturali, che non hanno avuto l’etichetta di grande attrattore. Accendere quindi un faro sui poli museali è importante. C’è una dicotomia tra i grandi attrattori e i patrimoni diffusi”.

Protagonista del secondo panel di lavori è stata invece l’impresa culturale e creativa, con oltre 30 interventi di esperti e addetti ai lavori. Ravello Lab, ha commentato Cesaro, “è una delle poche riunioni di addetti ai lavori caratterizzata da una serietà di intenti che non di rado ha prodotto suggerimenti per decisori politici, e non di rado i decisori politici hanno accolto questi suggerimenti”.

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