Sono dieci le raccomandazioni uscite dal primo panel dei lavori di Ravello Lab – colloqui internazionali, il forum che ha riunito attorno a un tavolo gli addetti ai lavori del settore culturale. Li ha elencati l’ambasciatore Francesco Caruso, consigliere del presidente della regione Campania per i rapporti internazionali e l’Unesco. “Quattro i punti che sono stati un po’ il veicolo conduttore del panel”, ha ricordato Caruso. “Il primo, posto che i piani gestione dei siti Unesco sono un paradigma, uno strumento di progettazione integrata e partecipata, andare al di là di questo assunto e vedere come possono essere elaborati, applicati, monitorati e diffusi sul territorio i piani gestione dei siti Unesco e delle zone limitrofe; il secondo punto è stato la strategia di integrazione dei poli museali nel panorama della valorizzazione del patrimonio culturale delle zone dove insistono questi poli museali; il terzo punto le regioni come centri importanti della pianificazione strategica e della valorizzazione del patrimonio culturale e locale. Il quarto punto ha riguardato i processi di valutazione, non solo le difficoltà di elaborare dei criteri di valutazione degli investimenti pubblici, ma anche il monitoraggio: questi criteri di valutazione devono seguire, anticipare e prospettare”.

Per quanto riguarda le raccomandazioni uscite dal secondo panel di Ravello Lab, ha continuato Caruso, “innanzitutto è necessario rendere l’intero sistema della cultura trasparente, attraverso la conoscenza e la diffusione dei piani di gestione, attraverso gli accordi di valorizzazione, farli conoscere nel quadro dell’ambito stato/regioni: insistere su questo aspetto della veicolazione trasparente delle notizie che riguardano l’intero sistema culturale. Lo strumento individuato per il coordinamento di questa trasparenza è stato trovato in un approccio che il Mibact ha già avviato, ovvero un osservatorio nazionale al quale noi aggiungiamo la necessità dell’ausilio di strumenti digitali, creando un vero e proprio politecnico digitale. Altra raccomandazione è l’integrazione a sistema dei poli museali integrati. La quarta riguarda il problema della valutazione e le difficoltà nel processo di valutazione nel trovare criteri omogenei. Ravello Lab si candida quindi a sostenere questo sforzo di individuazione dei criteri omogenei. La quinta raccomandazione riguarda la formazione: se da una parte il Mibact già svolge delle giornate di aggiornamento in ambito ministero, queste siano estese anche a tutti i suoi enti periferici, ma anche le regioni svolgano nei loro ambiti questo sforzo di formazione dei valori del patrimonio culturale e della loro valorizzazione”.
“La sesta è che questo sforzo di formazione sia posto sotto un osservatorio presso il ministero, per dare omogeneità. La settima parte da una collaborazione già in atto tra Miur e Mibact: che questo strumento sia rafforzato ed esteso anche nelle scuole, perché la conoscenza dei valori del patrimonio culturale penetri nelle scuole. Ottava raccomandazione riguarda i patrimoni immateriali di cui il nostro paese è ricchissimo: servono criteri omogenei di scelta. Questo sforzo va fatto, ovvero far meglio conoscere nei piani di gestione i patrimoni immateriali. La nona raccomandazione riguarda l’art bonus: c’è l’esigenza di razionalizzare e semplificare burocraticamente parlando, le norme che regolano la sponsorizzazione e le erogazioni liberali. Ultima raccomandazione è sul 2018 Anno del patrimonio culturale: Ravello Lab chiede di essere laboratorio per il coordinamento di iniziative nazionali”.

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