“Non è la prima volta che siamo partner di Ravello Lab, sono anni che seguiamo il lavoro di Federculture e soprattutto di questa piattaforma importante e molto attiva, che raccoglie varie esperienze e policy maker da tutta Italia. Per noi è un momento importante per metterci in contatto con la realtà italiana e vedere se ci sono opportunità di collaborazione, ma anche per mostrare le esperienze e i diversi approcci del nostro paese”. Lo ha sottolineato ad Agcult l’addetto culturale dell’ambasciata d’Olanda, Bas Ernst, a margine della XII edizione di Ravello Lab, iniziativa curata da Federculture e dal Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali. “Si tratta di un’esperienza utile anche per noi, per prendere spunti su come lavorare con un patrimonio culturale immenso come quello che ha l’Italia. Abbiamo visto anche l’esempio di Ivrea, che è molto interessante per un contesto come Rotterdam”. Un riferimento all’esperienza olandese della Van Nellefabriek, a Rotterdam, proclamata patrimonio mondiale dell’Unesco nel 2014 e considerata una dei più importanti esempi di architettura industriale modernista.

Il diplomatico olandese ricorda anche il progetto romano di “Salviamo la Barcaccia”, sottolineando che “è stata un’occasione particolare dopo i tafferugli dei cosiddetti tifosi che si sono comportati in maniera abominevole. La società civile olandese ha voluto rispondere e così è nata l’associazione ‘Salviamo la Barcaccia’, che ha permesso il restauro di due fontane, condotto anche con l’aiuto di due esperti della soprintendenza. Ci piacerebbe continuare questa esperienza, so che questo gruppo è molto attivo e mi auguro che possa continuare la sua attività”.

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