Monica-Barni fotografia“L’esperienza della partecipazione culturale deve incidere nella vita delle persone”. Lo ha detto Monica Barni, assessore alla Cultura della Regione Toscana, parlando davanti alla Commissione Cultura della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle buone pratiche della diffusione culturale. “In Toscana – ha aggiunto Barni – abbiamo un’offerta culturale molto vasta e misure diversificate di intervento, con un fortissimo impegno da parte della Regione in termini di investimenti. Però ci siamo accorti che c’è minore attenzione sul tema dell’accessibilità e della misurazione dell’impatto dell’offerta culturale sulla comunità e sui cittadini. La cultura – ha sottolineato Barni – è un motore per la partecipazione alla vita sociale, per questo abbiamo ritenuto necessario avviare uno studio e la messa in atto di strumenti specifici per far sì che l’esperienza sulla partecipazione culturale possa incidere nella vista delle persone. La cultura può rafforzare, attraverso la partecipazione, la coesione sociale. Cosa stiamo facendo? Abbiamo commissionato un’indagine, ‘Cultura e democrazia’, riprendendo un bel lavoro che il Consiglio d’Europa ha già realizzato. Vogliamo capire dov’è l’offerta culturale e quali sono i livelli di accesso nella nostra Regione”.

“RIEQULIBRARE OFFERTA TRA GRANDI CITTA’ E PICCOLI BORGHI”

“La Toscana ha un’offerta culturale diffusa, ma ad essa talvolta non corrispondono livelli di accesso al pari degli altri Paesi europei. Serve un riequilibrio tra centri urbani e periferie, tra grandi città e piccoli borghi. Se i piccoli centri non offrono manifestazioni, eventi o altre iniziative rischiamo di vedere le comunità non coese. Dobbiamo rafforzare i tratti identitari, così chiediamo alle istituzioni culturali di fare sistema, favoriamo offerte culturali che sono coerenti con una vocazione culturale locale, cercando di sottolineare l’importanza degli impatti educativi ed economici, rafforzando su essi la nostra propensione agli investimenti. Chiediamo alle fondazioni partecipate o sostenute dalla Regione di collaborare, sviluppare azioni sinergiche anche solo per mettere il pubblico in condizioni di conoscenza dell’offerta. Chiediamo di riempire i teatri vuoti, quelli che troppo spesso hanno difficoltà a essere aperti. Chiediamo, ad esempio, al ‘Maggio Fiorentino’ di coprodurre a livello lirico, valorizzando i giovani artisti. Cerchiamo di promuovere programmazioni coordinate, biglietti congiunti. Nel caso di grandi mostre – ha spiegato ancora l’assessore Barni – chiediamo per esempio a Palazzo Strozzi di costruire itinerari che mettano in luce il fuori mostra. I cittadini non devono andare solo a vedere la mostra, ma anche le altre opere sparse nella Regione che richiamano il tema della mostra”.

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