Gianni Torrenti“I diversi esempi di pratiche regionali nel settore della cultura vanno interpretati come bisogni a cui dare una risposta e non come qualcosa di già consolidato”. Lo ha detto Gianni Torrenti, assessore alla Cultura della Regione Friuli e Coordinatore della Commissione Beni, attività culturali e sport della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, parlando davanti alla Commissione Cultura della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle buone pratiche della diffusione culturale.

“Gli investimenti sulla cultura fatti dalle Regioni – ha spiegato Torrenti – sono diversi, le dimensioni di intervento lontanissime, c’è chi investe 20 volte tanto di altre. In parte ciò è compensato da interventi più robusti da parte degli enti locali, ma non è sempre così. Nella mia Regione, il Friuli, 1 milione e 200 mila abitanti, sono orgoglioso di poter dire che abbiamo 80 milioni spesi sulla cultura. Grossi investimenti fanno Toscana ed Emilia Romagna, ma anche Piemonte e poi ci sono Regioni che hanno maggiori difficoltà”. Torrenti ha poi sottolineato come nella Commissione da lui presieduta ci sono difficoltà nell’avere informazioni da quelle Regioni in cui la delega alla cultura è nelle mani del Presidente, che ovviamente “non riesce a seguirla specificatamente”.

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