Delineare una disciplina uniforme riguardante le condizioni, i requisiti e le relative modalità di accertamento in ordine ai corsi di formazione per il rilascio delle abilitazioni per lo svolgimento della professione di guida turistica. Lo chiedono i deputati Aris Prodani e Walter Rizzetto, in un’interrogazione al Ministro dei Beni culturali. “La figura delle guide turistiche – scrivono i due – è fondamentale per la valorizzazione del turismo. Il primo firmatario del presente atto si è interessato al corretto riconoscimento della professione di guida ed ha analizzato la tematica nei seguenti atti di sindacato ispettivo e d’indirizzo: n. 8-00052, n. 7-00116, n. 5-01674, n. 4-15315, n. 5-03992 e ordine del giorno n. 9/02426-A/80; nell’interrogazione n. 4-16388 ha riportato la sentenza n. 2831/2017 del 24 febbraio 2017, con la quale il Tar del Lazio ha annullato i due decreti ministeriali, rispettivamente del 7 aprile 2015, riguardante l’Individuazione dei siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico per i quali occorre una specifica abilitazione per lo svolgimento della professione di guida turistica, e dell’11 dicembre 2015, che subordina l’esercizio della professione di guida, in determinati siti al possesso di una specifica abilitazione. Nella stessa giornata il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha annunciato il deposito dell’impugnativa alla sentenza del Tar sui decreti ministeriali che istituiscono le guide turistiche specialistiche. Il Consiglio di Stato, in data 16 marzo 2017, ha respinto l’istanza di sospensiva presentata dal Ministero. Con l’interrogazione menzionata il primo firmatario del presente atto ha chiesto al Ministro se intendesse assumere ‘iniziative per avviare una revisione organica e complessiva della disciplina relativa all’esercizio della professione di guida turistica'”.

“Nell’interrogazione n. 4-17623 – si legge nell’interrogazione – è stata richiamata la sentenza 3859/2017 del Consiglio di Stato che ha confermato definitivamente l’annullamento dei decreti ministeriali sopracitati; come riportato da diverse fonti di stampa, alcune regioni italiane rilasciano l’abilitazione all’esercizio della professione di guida turistica che, pur basandosi su di un esame riguardante argomenti di carattere provinciale o regionale, permettono di operare su tutto il territorio nazionale; l’Associazione nazionale guide turistiche (ANGT), nella nota stampa del 5 ottobre 2017, ha espresso ‘la ferma contrarietà al comportamento delle Regioni, che continuano a bandire sessioni di esame, ad autorizzare corsi di formazione e a rilasciare impropriamente abilitazioni nazionali all’esercizio dell’attività di guida turistica. Infatti, numerosi corsi di formazione e i relativi esami per l’abilitazione all’esercizio della professione sono stati portati a compimento e continuano regolarmente in regioni come la Toscana, l’Emilia Romagna, la Sardegna, la Sicilia e la Puglia’; la presidente di Angt Adina Persano ha evidenziato come ‘la materia appartenga al legislatore statale (…). Fino a quando lo Stato centrale non detterà una disciplina uniforme riguardante le condizioni, i requisiti e le modalità di accertamento degli stessi per il rilascio delle abilitazioni per lo svolgimento della professione di guida turistica, le Regioni non possono ritenersi legittimate a rilasciare nuove ed ulteriori abilitazioni’; infine Persano ha segnalato che ‘in alcune parti del territorio nazionale in cui sono state sospese correttamente ulteriori sessioni degli esami di abilitazione, al pari dei corsi di formazione abilitanti, aumentano casi in cui amministrazioni regionali e locali competenti continuano a svolgere gli esami per il rilascio di nuove abilitazioni, consentendo l’attivazione da parte di agenzie formative private dei relativi corsi abilitanti. In molti casi, ai candidati, al fine di incentivarne la partecipazione alle prove di esame e ai corsi abilitanti, viene comunicato che per quanto le abilitazioni verranno loro rilasciate, previo svolgimento di esami basati su conoscenze riferite agli ambiti provinciali o regionali, le stesse comunque consentiranno di svolgere da subito la professione in ambito nazionale (…)’; l’Angt ha invitato e diffidato, quindi le regioni ‘a voler sospendere ogni ulteriore proposta di corsi ed esami ancor più alla luce delle recenti sentenze del TAR e del Consiglio di Stato’. E ha ribadito come ‘tali comportamenti (…) costituiscano una palese violazione del quadro normativo vigente inerente una, professione regolamentata come quella di guida turistica'”. Alla luce di queste spiegazioni Prodani e Rizzetto chiedono “quali iniziative intenda assumere, il Ministro interrogato al fine di delineare una disciplina uniforme riguardante le condizioni, i requisiti e le relative modalità di accertamento in ordine ai corsi di formazione per il rilascio delle abilitazioni per lo svolgimento della professione di guida turistica; quali iniziative intenda intraprendere ai fini del riesame della disciplina della professione di guida turistica; se e secondo quali modalità intenda intervenire, in accordo con le regioni, per sospendere il rilascio di nuove abilitazioni per la professione di guida turistica”.

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