Si terranno mercoledì 25 e giovedì 26 ottobre a Roma, presso Palazzo Altemps, gli Stati generali del Paesaggio, un’occasione di riflessione e di approfondimento sul futuro delle politiche paesaggistiche in Italia. L’idea nasce dalla consapevolezza che il paesaggio, con l’ambiente e il territorio, costituisca il contesto in cui i cittadini vivono. La trasversalità della tematica deve incentivare le istituzioni verso una comune azione per la sua tutela e valorizzazione. Nel corso della due-giorni verrà presentato il I° Rapporto sullo stato delle politiche per il paesaggio dell’Osservatorio nazionale per la qualità del paesaggio del Mibact. Il Rapporto costituirà la base di partenza delle riflessioni dei circa quaranta relatori suddivisi in cinque sessioni tematiche.

“Garantire il paesaggio significa mettere in sicurezza il territorio. Grazie a una giusta tutela e a una sana gestione delle trasformazioni del paesaggio, il territorio è maggiormente sicuro. Questo è il messaggio che lanceremo in modo inequivocabile durante gli Stati generali del paesaggio”, ha commentato la sottosegretaria ai beni culturali, Ilaria Borletti Buitoni.

Tanti i protagonisti della cultura italiana che prteciperanno all’evento: il 25, tra gli altri interverranno la Borletti Buitoni, Daniela Porro (Direttrice Museo Nazionale Romano), Paolo Carpentieri (Capo Ufficio Legislativo Mibact), Roberto Banchini (Direttore Servizio Tutela del paesaggio, Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio Mibact), Giorgio Alleva (Presidente Istat), Francesco Palumbo (Direttore Generale Turismo Mibact), Stefano Boeri (Architetto), Giorgio Gori (Sindaco di Bergamo), Oreste Rutigliano (Presidente Italia Nostra), Caterina Bon Valsassina (Direttore Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio Mibact), Fabrizio Parrulli (Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale), Federica Galloni (Direttore Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane Mibact), Giuliano Volpe (Presidente del Consiglio Superiore dei Beni culturali) e Giuseppe Cappochin, (Presidente Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori).

La giornata del 26 ottobre si aprirà con la lectio magistralis del Cardinale Gianfranco Ravasi, dal titolo “Pose l’uomo nel giardino per coltivarlo e custodirlo. Paesaggio, spiritualità e cultura”. A seguire sono previsti gli interventi della sottosegretaria Borletti Buitoni, del ministro Dario Franceschini e del premier Paolo Gentiloni.

LE SESSIONI TEMATICHE

Cinque le sessioni tematiche che si terranno mercoledì.

LEGISLAZIONE E DIRITTO AL PAESAGGIO

Esiste un diritto al Paesaggio? Le norme di tutela in gran parte nate nel secolo scorso e un ordinamento giuridico spesso frutto di una stratificazione di norme (ambientali, urbanistiche, edilizie) costituiscono il più idoneo strumento per preservare il patrimonio paesistico del nostro Paese?

Obiettivo della sessione sarà quello di riflettere sullo stato della normativa in tema di paesaggio, anche alla luce delle più recenti riforme intervenute in materia, e sul complesso intreccio di competenze tra Stato, Regioni ed Enti locali.

Inoltre, a poco meno di quindici anni dal Codice dei beni culturali e del paesaggio – e alla luce degli impegni assunti dall’Italia con la ratifica della Convenzione europea del Paesaggio – si ragionerà sullo stato della pianificazione paesaggistica per valutare cosa sarà necessario nei prossimi anni per agevolarne la realizzazione su tutto il territorio nazionale e per sciogliere quei nodi che ancora permangono nel rapporto, spesso complesso, tra vincolo paesaggistico e resto del territorio.

PAESAGGIO: BENE COMUNE E RISORSA ECONOMICA

Il paesaggio non è un giacimento da cui estrarre reddito, emozioni, sapere: queste diverse dimensioni del benessere e dello sviluppo nascono dalla libertà sostanziale della persona di relazionarsi col paesaggio e di lavorare in esso. Sviluppo è crescita, uguaglianza, sostenibilità. Affinché il paesaggio concorra alla crescita: non basta farne oggetto di consumo turistico; è necessario che esso sia centro di produzione e rigenerazione attraverso attività agro-silvo-pastorali, culturali, artigianali.
Affinché l’accesso al paesaggio sia uguale per tutti: nelle città, va chiuso il divario fra squallori e bellezze degli spazi comuni; nelle aree interne, occorre piegare i servizi fondamentali a misura delle esigenze dei residenti (è questo l’obiettivo della Strategia per le aree interne).
Affinché la libertà di accesso al paesaggio sia sostenibile per le generazioni future occorre che il governo ordinario del territorio sia guidato da una visione di lungo termine e quello straordinario, a fronte di terremoti o nubifragi, sia affidato a centri di competenza nazionale in permanente dialogo con i luoghi.

PAESAGGIO, POLITICHE DI TRASFORMAZIONE TERRITORIALE E QUALITÀ PROGETTUALE

Sul paesaggio intervengono, direttamente o indirettamente, quasi tutte le scelte di politica economica e sociale (infrastrutture, edilizia, energia, agricoltura, ecc.): come favorire la sinergia tra i diversi livelli istituzionali coinvolti nel governo del paesaggio?

Il paesaggio è una realtà in divenire. Affinché la sua trasformazione abbia carattere positivo e non regressivo, questa deve essere ispirata e orientata da giusti principi.
Favorire progetti sostenibili, contrastare il consumo di suolo, valorizzare i paesaggi e le loro storiche vocazioni, rivitalizzare i borghi, sostenere i processi di rigenerazione urbana delle periferie, guarire le trasformazioni infelici e avere il coraggio di demolire, promuovendo la qualità architettonica e urbanistica degli interventi, richiedono un impegno politico e una visione organica di lungo periodo.

LEGALITÀ E INCLUSIONE SOCIALE: VERSO IL DIRITTO A PAESAGGI DI QUALITÀ

Quale ruolo possono assumere le politiche paesaggistiche nella promozione e diffusione della cultura della legalità?

La Convenzione europea, firmata a Firenze nel 2000, indica il paesaggio come un elemento importante della qualità della vita delle popolazioni tanto nelle zone paesaggisticamente rilevanti quanto in quelle della vita quotidiana, nei centri storici come nelle periferie.
Tuttavia il quadro non è omogeneo su tutto il territorio e si evidenziano situazioni di degrado, abusivismo, malessere sociale e criminalità.

CULTURA DEL PAESAGGIO: EDUCAZIONE, FORMAZIONE E PARTECIPAZIONE

Il potenziamento della cultura del paesaggio nei cicli educativi e la creazione di una specifica formazione per i professionisti del settore possono rafforzare la percezione del paesaggio come aspetto qualificante delle nostre vite?

I padri costituenti, con lungimiranza, hanno riconosciuto il valore etico-culturale del paesaggio, stabilendo un legame inscindibile tra sviluppo, ricerca, cultura, ambiente e tutela del patrimonio artistico-architettonico.
Il paesaggio è l’espressione iconografica delle genti che lo abitano e lo trasformano, è lo specchio della loro cultura e intelligenza: solo la consapevolezza dell’importanza del paesaggio può dunque garantire la conservazione delle eccellenze e vincere il degrado e l’abbandono.

Occorre allora diffondere la cultura del paesaggio, a partire dalla scuola, e promuovere la formazione di specialisti nel settore della conoscenza e della progettazione, sviluppando programmi multidisciplinari destinati ai professionisti del settore pubblico e privato.

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2 Comments

  1. Queste iniziative lodevoli per gli intenti debbono poi sfociare in coinvolgimenti di ogni persona con particolare attenzione agli studenti delle scuole elementari e medie. Il futuro sono loro e loro hanno bisogno di imparare s conservare la cultura…secondo me naturalmente…

  2. Pingback: Stati generali del paesaggio, Franceschini: bellezza italiana ha grande valore anche economico - AgCult

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