cinema minoriRiforma, riassetto e razionalizzazione delle disposizioni legislative in materia di tutela dei minori nella visione di opere cinematografiche e audiovisive. È il contenuto dello schema di decreto legislativo n. 468 che contiene disposizioni in materia di tutela dei minori nel settore cinematografico e audiovisivo. Il provvedimento si ispira “ai principi di libertà e di responsabilità degli imprenditori del settore cinematografico e audiovisivo e dei principali agenti educativi, tra i quali in primo luogo la famiglia”, ha notato in commissione Istruzione e Beni culturali la relatrice Elena Ferrara (Pd). In particolare, esso “detta disposizioni in materia di classificazione delle opere cinematografiche, con riguardo ai profili organizzativi, procedimentali e sanzionatori”. L’atto in discussione è uno dei tre decreti legislativi attuativi della legge n. 220 del 2016 di riforma del settore della cinematografia. Gli altri due schemi di decreto legislativo, il n. 467 e il n. 469, sono stati assegnati rispettivamente alle Commissioni riunite 7a e 11a e alle Commissioni riunite 7a e 8a.

LA CLASSIFICAZIONE

La classificazione delle opere cinematografiche è finalizzata ad assicurare il giusto ed equilibrato bilanciamento tra la tutela dei minori e la libertà di manifestazione del pensiero e dell’espressione artistica. Le opere cinematografiche sono classificabili, in base al pubblico di destinazione, nel modo seguente: opere per tutti; opere non adatte ai minori di anni 6; opere vietate ai minori di anni 14; opere vietate ai minori di anni 18. Il minore non può assistere agli spettacoli per cui non ha conseguito l’età prevista per la visione, salvo che non sia accompagnato da un genitore o da chi esercita la potestà genitoriale e abbia compiuto almeno, rispettivamente, 10 e 14 anni.

LA COMMISSIONE PER LA CLASSIFICAZIONE

Presso la Direzione generale cinema del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, è istituita la Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche, la quale verifica la corretta classificazione, proposta dagli operatori nel settore cinematografico, delle opere cinematografiche. Essa è composta da un Presidente e da 49 membri, nominati, nel rispetto dell’equilibrio di genere, dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, per una durata di tre anni, rinnovabili una sola volta. In dettaglio la commissione è composta da sette componenti scelti tra professori universitari in materie giuridiche, avvocati, magistrati assegnati a incarichi presso il tribunale dei minori, magistrati amministrativi, avvocati dello stato e consiglieri parlamentari; sette componenti scelti tra professori universitari di psicologia, psichiatria o pedagogia, pedagogisti ed educatori professionali; sette componenti scelti tra sociologi con particolare competenza nella comunicazione sociale e nei comportamenti dell’infanzia e dell’adolescenza; sette componenti scelti tra esperti con particolari competenze sugli aspetti pedagogico-educativi connessi alla tutela dei minori; sette componenti designati dalle associazioni dei genitori maggiormente rappresentative; sette componenti designati dalle associazioni per la protezione degli animali maggiormente rappresentative; sette componenti scelti tra esperti di comprovata qualificazione nel settore cinematografico, quali critici, studiosi o autori.

L’ITER DI VERIFICA DELLA CLASSIFICAZIONE

Almeno venti giorni prima della data della prima proiezione in sala dell’opera, i soggetti inviano una copia dell’opera, con motivazione della classificazione assegnata, alla Direzione generale cinema per la verifica da parte della Commissione. Quest’ultima visiona l’opera e si esprime, redigendo apposito verbale, circa la correttezza o meno della classificazione assegnata dai soggetti interessati, rilasciando il proprio parere alla Direzione competente. Successivamente, la Direzione, con proprio provvedimento, comunica ai soggetti istanti il parere della Commissione circa la classificazione.

GLI OBBLIGHI PER GLI ESERCENTI

Nel caso in cui le opere siano state classificate come non adatte o vietate ai minori, l’esercente della sala cinematografica in cui l’opera è proiettata è tenuto a darne avviso al pubblico in modo evidente su ogni manifesto o locandina dell’opera e in ogni altro materiale di pubblicità o comunicazione, anche on-line. Per consentire una più agevole comprensione della classificazione e per facilitare il compito degli agenti educativi, l’informazione sulla classificazione è accompagnata da una o più icone indicanti la eventuale presenza dei contenuti ritenuti sensibili per la tutela dei minori. Se le opere sono state classificate come vietate ai minori, l’esercente della sala cinematografica in cui l’opera è proiettata provvede a impedire che i minori di 14 o di 18 anni accedano al locale.

LE SANZIONI

Sono previste sanzioni amministrative pecuniarie previste nel caso di inosservanza sia degli obblighi di qualificazione dell’opera in base ai nuovi criteri di classificazione sia degli obblighi di pubblicità. È espressamente prevista la clausola di salvezza per quanto riguarda l’applicabilità dell’articolo 668 del codice penale, come modificato dall’articolo 13, comma 3.

Un regolamento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), sentito il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, introdurrà la disciplina relativa alla classificazione delle opere audiovisive destinate al web e dei videogiochi, finalizzata ad assicurare il giusto bilanciamento tra la tutela dei minori e la libertà di manifestazione del pensiero e dell’espressione artistica.

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