enoturismo“Il turismo ci chiede maggiore attenzione ai temi della sostenibilità. Non è una scelta opzionale, ma è l’unico modo in cui il settore può restare competitivo nella sfida con le altre nazioni”. Lo ha detto Francesco Palumbo, direttore generale Turismo del Mibact, intervenedo agli Stati Generali del Paesaggio, a Roma. “La scelta della sostenibilità – ha aggiunto Palumbo – non è un fregio, ma un elemento di investimento del settore necessario sia dal punto di vista degli operatori che andando a esaminare l’analisi della domanda. I turisti ci chiedono di non visitare luoghi passivamente, ma di vivere l’identità italiana, vogliono ‘vivere all’italiana’. Con il ministero degli Esteri c’è un programma di investimenti in tal senso di alcune centinaia di milioni di euro nei prossimi anni”.

“GRANDI ATTRATTORI PORTE DI ACCESSO PER LE AREE INTERNE”

Palumbo ha proseguito: “È necessario che manteniamo vivi i nostri territori e che diamo significato concreto alla loro parte identitaria. Se riuscissimo a compiere questo passaggio avremmo condotto un settore che pesa per oltre il 10% del Pil a elementi di sostenibilità molto forti”. E la “chiave di investimento”, secondo Palumbo, sta “nell’educazione sia degli operatori che dei turisti. Se usciamo dal centro di Roma, da questo palazzo, è l’offerta turistica che attrae un tipo di turismo orientato a negozi di cibo scadente o di vendita di gadget. Dobbiamo invertire l’offerta, e con il piano del turismo stiamo cercando di farlo, spostandola dai grandi attrattori, iniziando a considerarli come porte di accesso per il territorio. In questo modo consentiremmo maggiori politiche di sostenibilità”.

“INTEGRARE POLITICHE, FRA TURISMO E AGRICOLTURA”

Palumbo ha fatto riferimento alle “piste ciclabili, ma anche ai cammini. Il Ministro ha decretato il 2016 ‘Anno dei cammini’, il 2017 ‘Anno dei borghi’, il 2018 ‘Anno del cibo italiano’, perché il turismo piano piano si sposta a una dimensione più legata a vivere la parte del Paese meno nota, ma non certo meno bella. In questo senso bisogna inserire dei ragionamenti di integrazione delle politiche, ad esempio fra turismo e agricoltura, come fattore determinante per offrire a chi arriva nel nostro Paese modalità di fruizione diversa dei luoghi. Allo stesso tempo si possono fornire agli agricoltori forme di integrazione al reddito che permettano di spostare i pesi verso la permanenza turistica nelle aree interne del Paese”.

“INVESTITORI ESTERI ATTRATTI DALLA SOSTENIBILITA'”

“Il tentativo – ha aggiunto Palumbo – non solo si è fatto, ma è approvato all’interno del Piano strategico turistico 2017-2022 e che viene portato avanti anche nei piani attuativi e nei progetti. A breve il ministro approverà un piano con più di 52 interventi che rispondono al tema della sostenibilità. La direzione è quella e in tal senso registro anche il forte interesse di investitori istituzionali e non, anche internazionali, sui temi della sostenibilità affrontati all’interno del piano. Ci sono indicazioni di policy chiare, così anche i privati investono in materia coerente. Questa nuova sensibilità dei grandi fondi di investimento è sicuramente – ha concluso Palumbo – un elemento di speranza”.

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