umbria jazzLa Commissione Istruzione e Beni culturali del Senato ha conferito all’unanimità il mandato alla relatrice Elena Ferrara (Pd) a riferire favorevolmente in Assemblea sul disegno di legge per il sostegno all’Umbria Jazz Festival. La commissione ha approvato il testo già votato dalla Camera e ha accolto due ordini del giorno (uno dei quali frutto del ritiro dell’unico emendamento presentato) che entrambi impegnano il governo ad aumentare le dotazioni finanziarie del FUS. Il provvedimento è quindi pronto per essere trasmesso all’Aula anche se, come ha ricordato il presidente Andrea Marcucci, era stato formalmente richiesto alla presidenza del Senato l’autorizzazione a riconvocare la commissione in sede deliberante. A questo punto, Marcucci ha proposto di concludere l’esame in sede referente, fermo restando che in seguito il provvedimento potrebbe eventualmente essere riassegnato in sede deliberante.

COSA PREVEDE IL DDL DI SOSTEGNO ALL’UMBRIA JAZZ FESTIVAL

La proposta di legge ha come scopo quello di sostenere e valorizzare il festival Umbria Jazz, attraverso l’erogazione di un contributo annuale alla Fondazione di partecipazione Umbria Jazz – attualmente beneficiaria di contributi provenienti dal Fondo unico per lo spettacolo (Fus) – il cui scopo esclusivo, in base allo Statuto, è quello di assicurare la continuità della manifestazione. Più nel dettaglio, il provvedimento prevede un contributo per la Fondazione Umbria Jazz pari a 1 milione di euro dal 2017. L’intervento dal punto di vista normativo prevede una modifica all’articolo 2 comma 1 della legge 238/2012 che, al fine di sostenere e valorizzare i festival musicali e operistici italiani di prestigio internazionale, ha previsto l’assegnazione, a decorrere dal 2013, a valere su corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa relativa al Fus, di un contributo – qualificato come straordinario – pari a 1 milione di euro a favore di varie fondazioni (Fondazione Rossini Opera Festival, Fondazione Festival dei due Mondi, Fondazione Ravenna Manifestazioni e Fondazione Festival Pucciniano Torre del Lago. A questi si sono aggiunti Fondazione Teatro Regio di Parma e Fondazione Romaeuropa Arte e Cultura). Il contributo è “straordinario” in quanto si aggiunge ad altre tipologie di contributi.

I FONDI ATTUALI

Anche per la Fondazione di partecipazione Umbria Jazz il contributo disposto si configura allo stesso modo. Infatti, l’istituto è già attualmente finanziato (art. 25 del DM 1 luglio 2014, recante i nuovi criteri per i contributi allo spettacolo dal vivo) con contributi a valere sul Fus in quanto kermesse di particolare rilievo nazionale e internazionale, che contribuisce alla diffusione e allo sviluppo della cultura musicale, all’integrazione della musica con il patrimonio artistico e alla promozione del turismo culturale, anche con riguardo alla musica popolare contemporanea di qualità. In particolare, in base al D.D. 950 del 31 luglio 2015 (Riparto FUS Musica/Festival), sono stati approvati, fra gli altri, i progetti artistici della Fondazione per il triennio 2015-2017, con un finanziamento per il 2015 pari a 215.362 euro. Per il 2016, il D.D. 1405 del 7 novembre 2016 ha attribuito alla Fondazione 227.730 euro. Lo stesso articolo 1 della proposta di legge dispone, peraltro, che al relativo onere si provvede mediante riduzione dell’autorizzazione di spesa relativa allo stesso Fondo unico per lo spettacolo.

UN PO’ DI STORIA

La prima edizione risale al 1973 e rappresenta l’unico festival italiano membro dell’International Jazz Festival Organization, che associa le sedici principali manifestazioni di settore nel mondo. Nel corso degli anni, inoltre, Umbria Jazz ha organizzato manifestazioni in tutto il mondo (Stati Uniti d’America, Australia, Brasile, Argentina, Giappone, Serbia, Sudafrica e Cina), in cui i musicisti italiani hanno avuto un ruolo da protagonisti che ha permesso loro di affermarsi ovunque come interpreti di una visione originale, legata alle tradizioni della musica italiana.

Umbria Jazz ha dovuto combattere nei suoi primi anni e nelle sue aspirazioni di crescita contro il clima degli anni di piombo, gli espropri proletari e i problemi di ordine pubblico che hanno portato all’interruzione di concerti come Chet Baker o Stan Getz, jazzisti bianchi, quindi borghesi. Alcuni anni di interruzione del Festival e infine l’addio al progetto di un festival itinerante per l’Umbria. Umbria Jazz negli anni Ottanta diventa quindi stanziale e trova casa -almeno nella sua versione più nota, quella estiva – e la sua casa diventa Perugia.

Nomi come Miles Davis, Ornette Coleman, Sarah Vaughan, Art Blakey, Gil Evans, Gerry Mulligan, Chet Baker, Cecil Taylor e via dicendo, solo per citarne alcuni, si sono esibiti sul palco di Umbria Jazz e ora anche i jazzisti italiani girano per il mondo grazie all’Umbria Jazz, come hanno fatto dal 18 al 23 ottobre dello scorso anno in cui si è svolta la prima edizione di Umbria Jazz in Cina, nella capitale della provincia di Sichuan.

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