Molti beni culturali di proprietà ecclesiastica, anche di pregevole valore storico-artistico, recuperati a seguito del terremoto, giacciono ancora dentro imballaggi provvisori e nei magazzini delle diocesi terremotate non riparati da umidità e tarli. Per questo motivo, Lara Ricciatti (Mdp) ha presentato, in qualità di prima firmataria, un’interrogazione a risposta in commissione sulle iniziative che il ministro dei Beni culturali intende assumere “al fine di garantire un’adeguata conservazione dei beni culturali”, evitando che “l’incuria e l’inadeguatezza dei luoghi di deposito delle diocesi possano disperdere e distruggere un pezzo della storia artistica nazionale”.

Ciò spiega Ricciatti anche alla luce dell’impegno preso ad Ancona in una riunione tenuta prima dell’estate nella quale proprio il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo si era impegnato a esportare il modello di conservazione delle opere “anche nei depositi delle diocesi più interessate dal terremoto, dove i beni culturali erano stati conservati con una soluzione d’emergenza e provvisoria. In particolare, nelle diocesi di Ascoli e Camerino”, nelle quali il dicastero “si era reso disponibile qualche mese fa, a proprie spese, a sistemare gli spazi interni e a distaccare nelle diocesi gruppi di tecnici ministeriali per mettere in sicurezza i beni culturali secondo il modello della Mole Vanvitelliana”.

Infatti, questi spazi, si legge nell’interrogazione sono “luoghi umidi” che presentano “distacchi di intonaco e presenza di muffe, con opere ammassate, non suddivise, ancora imballate che restano nella totale incuria, danneggiate da tarli ed umidità” mentre “l’adeguata conservazione delle opere d’arte sopravvissute al terremoto è straordinariamente necessaria, in quanto questi beni culturali rappresentano non soltanto il patrimonio artistico, storico e culturale delle aree colpite dal sisma, ma anche la memoria di tantissime persone che sperano nel ripristino di una bellezza purtroppo ferita”, conclude l’interrogazione.

 

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