Il bilancio del ministero dei Beni culturali è passato da 1.595 milioni di euro del 2014 (0,19% del bilancio dello Statto) ai 2.428 milioni del 2018 (0,28%), con una crescita di oltre 800 milioni di euro pari a quasi il 60%. E’ un Dario Franceschini orgoglioso quello che snocciola i dati economici del suo ministero dal 2014 a oggi, da quando cioè ha assunto la guida del Mibact ottenendo un incremento che sfiora il miliardo di euro in quattro anni nella dotazione assegnata al suo dicastero. Un risultato importante che il ministro illustra nel corso della presentazione del progetto We Act – Agire insieme, un’iniziativa per la valorizzazione delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini attraverso la messa a sistema di soluzioni tecnologiche offerte da un gruppo di imprese ed Enti associati a Civita – Avvenia, Consorzio Glossa, Data Management PA, Enea, Ericsson, Gruppo DAB, Logotel, Mastercard, Oracle, Vodafone e Wind Tre – con l’obiettivo di garantirne una più efficace fruizione del museo da parte dei visitatori.

Per Franceschini quella di oggi è “una giornata importante”. Infatti, ha detto, un conto “è indicare una strada, teorizzare dei cambiamenti, un’altra cosa è vedere atti concreti in quella direzione. Quattro anni fa ho cercato di rompere quelle barriere tardo ideologiche che hanno rallentato la collaborazione pubblico-privato”. Allora c’erano due schieramenti: chi pensava che i privati non si devono avvicinare alla cultura e l’altro, rappresentato dai privati che dicevano ‘dateci i musei li gestiamo noi’. Quella, ha spiegato il ministro, era “una contrapposizione sbagliata” da superare anche con interventi legislativi. Franceschini cita l’art bonus che “sta via via entrando nelle abitudini”. E ancora “la normativa sulle sponsorizzazioni”. Norme di quadro che hanno reso possibile una collaborazione. “L’accordo di oggi va in quella direzione. Occorre incrementare in tutti i modi la collaborazione pubblico-privato nella gestione, nella tutela e nella valorizzazione dei beni culturali nel nostro paese”.

Alla presenza del Ministro, sono stati firmati il contratto di sponsorizzazione tecnica fra il Museo e le imprese, oltre che un atto esecutivo con l’Enea, che sanciscono la realizzazione del progetto WeACT. Questo accordo – spiegano gli ideatori del progetto – “rappresenta, senz’altro, un’unicità nel rapporto pubblico-privato. Per la prima volta un gruppo di undici imprese, coordinate dall’Associazione Civita, giunge alla firma congiunta di un contratto di sponsorizzazione tecnica mettendo a disposizione, in maniera integrata – da qui lo slogan Agire Insieme – una serie di interventi tecnici a vantaggio delle Gallerie Nazionali di Roma, un museo con due sedi, Palazzo Barberini e la Galleria Corsini, due luoghi di cultura del nostro Paese di assoluto valore storico-artistico, per prestigio dei capolavori custoditi e che assieme raccontano la storia di come l’arte è stata guardata e goduta dal periodo Barocco ad oggi. WeACT è un progetto innovativo, dunque, i cui punti di forza risiedono nel processo e nel modello proposti: un’efficiente partnership pubblico-privata sostenibile in cui, in un’ottica di fattiva e concreta collaborazione, si incontrano la capacità strategica di imprese capaci, grazie alla propria esperienza, di produrre risultati concreti, e le competenze scientifiche e di indirizzo della Direzione delle Gallerie”.

Alla firma ha fatto da “cerimoniere” anche Gianni Letta, presidente della fondazione Civita. Oggi, ha detto, “segniamo un traguardo significativo perché inauguriamo una fase importante nella collaborazione tra pubblico e privato. Senza Franceschini oggi non ci troveremmo qui, senza la sua riforma che coraggiosamente ha portato avanti vincendo tante resistenze”. Letta ha poi sottolineato come “queste aziende facciano tutela, valorizzazione e ricerca. Tutte trovano espressione piena e completa qui. In due anni questo museo è rifiorito. Questo accordo darà una marcia in più” alla gestione di questo museo. La tecnologia, ha concluso Letta, “può essere un prezioso ausilio dell’arte e la competenza e specialità di queste aziende vanno a beneficio della tutela, valorizzazione e ricerca”.

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