museo fotografia contemporaneaLa Regione Lombardia si faccia carico, meglio e di più, del Museo di fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo. Lo chiede la deputata del Partito democratico Daniela Gasparini che ha ricordato “con orgoglio” l’invito alla Camera – nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle buone pratiche di diffusione della cultura – del Museo di fotografia contemporanea per presentare i suoi progetti per la didattica. “La Commissione Cultura e in particolare la Presidente Flavia Piccoli Nardelli – ha detto ad AgCult Gasparini – hanno posto particolare attenzione al museo di Cinisello Balsamo riconoscendo il valore dei suoi archivi fotografici, la qualità della didattica museale e del servizio educativo oltre alla capacità di innovazione rappresentata dai progetti di arte pubblica. Un riconoscimento che non trova la stessa attenzione della Regione Lombardia che insieme a Provincia e Comune furono i promotori di questa importante realtà di interesse nazionale e internazionale. Mi auguro che la Regione Lombardia, che sta rivendicando maggiore autonomia anche sul piano dei beni culturali, diventando così l’unico soggetto di riferimento anche per quanto riguarda i musei, si faccia carico meglio e di più del Museo di Cinisello”.

Il Museo di Fotografia Contemporanea è stato infatti selezionato dalla Commissione Cultura della Camera dei Deputati come una realtà di eccellenza a livello nazionale per quanto riguarda la didattica museale e la valorizzazione del patrimonio e lo scorso 24 ottobre è stato convocato in audizione per presentare le buone pratiche messe in atto dal Servizio educativo nei confronti dei giovani. L’indagine conoscitiva avviata dalla Commissione Cultura si propone di individuare quelle pratiche che assicurano la piena accessibilità della cultura, i modelli virtuosi di utilizzo delle risorse culturali e le buone prassi da condividere, con particolare attenzione per le sinergie tra istruzione e beni culturali.

Nell’audizione in Commissione i responsabili del Museo di Fotografia Contemporanea hanno sottolineato come “fin dalla sua nascita il museo si è interrogato sul suo ruolo nella società e il tema della ‘partecipazione’ è diventato centrale nella definizione dell’identità del Museo. Ha perseguito questo obiettivo avviando importanti progetti di public art e dotandosi di un Servizio Educativo permanente capace di fare attività di mediazione culturale e di coinvolgimento attivo dei pubblici. Intercettare il cambiamento sociale, stimolare il dialogo interculturale e rimanere in costante ascolto del pubblico più giovane è una priorità, per questo il Servizio educativo sperimenta e mette in atto ogni anno nuove strategie di comunicazione per coinvolgere sempre di più e al meglio le nuove generazioni. Nell’odierna ‘civiltà dell’immagine’ è importante che, soprattutto i giovani conoscano a fondo il linguaggio fotografico di cui sono fruitori inconsapevoli o produttori acritici”.

Se l’immagine rappresenta oggi il medium principale su cui si basano le strutture di comunicazione e di relazione sociale della contemporaneità, “la distanza che separa l’immagine-opera esposta nei musei e l’immagine-flusso della vita quotidiana sembra diventare incolmabile. Ma è proprio su questa distanza, fatta di attrazione e repulsione, che il Museo lavora per rendere familiari i luoghi che conservano l’arte, per farli percepire come luoghi da attraversare, conoscere, vivere e amare. Il Museo di Fotografia Contemporanea dedica spazio a progetti espressamente rivolti ai giovani under 20, mettendo in atto diverse modalità di interazione. Ad esempio, i progetti di Alternanza Scuola-Lavoro, condotti in maniera sperimentale fin dal 2006 quando non erano ancora previsti per legge nel percorso scolastico e curricolare, hanno generato familiarità tra Museo e studenti. Percorsi volti a fare scuola dentro al museo, a far vivere gli spazi e i suoi dipartimenti grazie a lezioni, laboratori ed esercitazioni, a far misurare gli studenti con compiti reali rispettando richieste, tempi e consegne fino alla restituzione pubblica dei risultati. Il Museo ha messo a punto un metodo di lavoro in team e degli strumenti didattici assolutamente innovativi e professionalizzanti che possono essere presi a modello anche da altre realtà culturali che accolgono progetti di Alternanza”.

Un altro progetto che ha messo fortemente in dialogo gli studenti degli istituti superiori e il Museo “è stato Identità future (2010-2014). Il concorso fotografico sul tema dell’identità ha visto la partecipazione di 180 scuole superiori di Milano e provincia e ha premiato le classi vincitrici con la partecipazione ad un workshop insieme a un’artista internazionale, sempre affiancata da una psicologa dell’età evolutiva. Le immagini prodotte durante il laboratorio hanno rivelato una forte partecipazione emotiva da parte dei ragazzi e il valore della fotografia nella costruzione della memoria e dell’identità. Un altro interessante concorso fotografico per i giovani delle periferie di Milano e Toronto e finalizzato a documentare la propria città con immagini scattate tramite il telefonino è diventato The Mobile City (2008). A partire da un’attività di formazione e tutoraggio svolta dagli educatori del Museo con gli adolescenti dell’hinterland, proprio nei quartieri più a rischio, si è giunti alla produzione di immagini, alla loro selezione e messa in mostra, fino allo scambio internazionale dei vincitori tra le città di Milano e Toronto”.

Nell’anno scolastico 2016-2017, hanno fatto un’esperienza di Alternanza scuola-lavoro al Museo gli studenti di 15 istituti superiori, tra cui Liceo Scientifico Volta, Liceo Scientifico Cremona, Liceo Artistico Boccioni, Liceo Artistico Albe Steiner e Liceo Artistico Caravaggio di Milano, Liceo Classico Galileo Galilei di Legnano, Liceo Artistico Preziosissimo Sangue di Monza, Liceo Artistico De Nicola di Sesto San Giovanni, Liceo Artistico Paolo Candiani di Busto Arsizio. A questi dati, si somma l’ordinaria attività didattica del Servizio educativo rivolta ai ragazzi nella fascia di età compresa tra i 12 e i 20 anni. Durante lo scorso anno scolastico sono stati 1380 gli studenti presenti a percorsi e laboratori didattici; 520 i giovani partecipanti ai progetti speciali; 465 alle visite al patrimonio; 50 gli adolescenti protagonisti dei campus estivi. “Il successo di queste iniziative – spiegano – è tanto più importante poiché i giovani under 20 sono concordemente considerati il pubblico meno ricettivo alle proposte dei musei, sia dentro che fuori dalla scuola, il pubblico che considera il museo come un luogo lontano, austero e indifferente alle proprie istanze, ai nuovi codici di comunicazione collettiva e di produzione di cultura in forma relazionale che sono propri dell’universo giovanile”.

Prossimi appuntamenti e iniziative in corso al Museo per i giovani: Da mercoledì 8 novembre riprende il corso Basta un click?, un ciclo di lezioni di avvicinamento alla cultura visiva per ragazzi dai 12 ai 16 anni che, partendo dal loro interesse per la fotografia, pone solide basi di conoscenze sia in ambito tecnico che di educazione all’immagine. Sono in corso, a cadenza mensile gli Incontri under 20, occasione di incontro e di scambio proficuo per le nuove generazioni che scelgono la fotografia come spunto per condividere sguardi, punti di vista e opinioni sull’immagine, ma anche sulla vita e sul futuro. Il prossimo appuntamento è giovedì 16 novembre, ore 17. Infine, per il 4° e 5° anno delle Scuole Secondarie di Secondo Grado il Servizio educativo offre un percorso di approfondimento sui temi toccati dall’artista statunitense Nan Goldin nell’opera The Ballad of Sexual Dependency in mostra alla Triennale di Milano fino al 26 novembre. Guidati da un esperto di fotografia e da uno psicopedagogista, gli studenti sono invitati a condividere riflessioni ed emozioni scaturite dalla visione dell’opera, per attivare un dialogo costruttivo sulle relazioni, le dipendenze e le fragilità dell’essere giovani.

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