concerto dal vivo manovraConcerti, circhi e spettacoli viaggianti, esibizioni di burattini e marionette (nonché le relative prestazioni, rese da intermediari) potranno godere dell’Iva agevolata al 10 per cento come per gli spettacoli teatrali. Lo stabilisce la Legge di Bilancio 2018. Con il comma 13 dell’articolo 39 della Manovra si estende l’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto al 10 per cento già applicata per gli spettacoli teatrali ai contratti di scrittura connessi con gli “spettacoli teatrali di qualsiasi tipo, compresi opere liriche, balletto, prosa, operetta, commedia musicale, rivista; concerti vocali e strumentali; attività circensi e dello spettacolo viaggiante, spettacoli di burattini e marionette ovunque tenuti”. Nel testo si precisa che tali disposizioni sono estese anche alle “relative prestazioni, rese da intermediari”. Una norma che raccoglie il favore di Elena Ferrara, Capogruppo del Pd in Commissione Cultura del Senato, che esprime “grande soddisfazione per una misura molto attesa. La scelta del Governo – dice ad AgCult – rende merito al lavoro di molti e apre una nuova fase nella organizzazione di eventi che ben si accompagna alla nuova Legge sullo spettacolo dal vivo, che sarà votata lunedì dalla Camera”.

L’IMPEGNO DEL GOVERNO

A settembre, in fase di approvazione al Senato del Codice dello spettacolo dal vivo, il Governo si era impegnato a valutare l’opportunità di inserire l’interpretazione autentica dell’IVA sugli spettacoli dal vivo nella Legge di Bilancio (ordine del giorno a firma dei Senatori Ruta e Puppato). Il tema non aveva trovato spazio in quel provvedimento perché proprio la Ragioneria non aveva dato il nulla osta alle proposte di modifica nonostante il parere positivo del governo. Durante il dibattito in Commissione proprio Elena Ferrara aveva chiesto la revisione della normativa sui contratti di scrittura connessi con gli spettacoli teatrali al fine di ricomprendere tra le tipologie contrattuali con l’Iva al 10 per cento anche ‘i contratti funzionali alla produzione e all’organizzazione dello spettacolo’.

Ricorda la senatrice Ferrara: “Dal maggio del 2015, con la risoluzione 47 di cui sono stata relatrice in 7a commissione, abbiamo indicato al Governo questa norma come superamento di una disomogeneità di applicazione dell’IVA che penalizzava molti operatori dello spettacolo. Da allora ho proposto come emendamento ad ogni provvedimento utile fino all’approvazione dell’ordine del giorno durante il via libera in Senato del Codice dello spettacolo”.

LA MODIFICA DELLA NORMA NELLA MANOVRA

L’attuale normativa che disciplina il regime Iva, applica una differenziazione tra la prestazione artistica tout court e la produzione e l’organizzazione dello spettacolo. Due ambiti che sempre più si intrecciano e compenetrano. Le scenografie tecnologicamente avanzate, i palchi che consentono il contatto col pubblico, l’impianto fonico all’avanguardia, la coreografia: sono elementi senza i quali non si realizzerebbe la prestazione artistica. Questa norma quindi interviene azzerando la diversificazione a livello di tassazione tra la prestazione dell’artista e la produzione ed organizzazione dello spettacolo.

La disposizione chiarisce in primo luogo che i contratti di scrittura non si riferiscono solo agli spettacoli teatrali, ma a tutti quelli che riguardano le altre attività spettacolistiche, ossia i concerti vocali e strumentali, le attività circensi e dello spettacolo viaggiante, gli spettacoli di burattini e marionette. In secondo luogo, estende l’applicazione dell’aliquota Iva al 10 per cento nei casi in cui le operazioni siano prestate da un intermediario, eliminando possibili distorsioni applicative dell’imposta. Questa norma ha uno scarso impatto in termini economici per le casse dello stato (la relazione tecnica alla Legge di Bilancio stima un minor gettito dal 2018 di circa un milione di euro annuo) ma è un’azione di ammodernamento del sistema dell’imposta e del mondo dello spettacolo live che è evoluto. Il basso costo è dovuto al fatto che la norma impatta solo sulle amministrazioni pubbliche: l’Iva, infatti, tra soggetti privati è neutra, invece non è così per le Pa.

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  3. Salve buonasera,sono lello Greco, componente del Direttivo ANAT/ASMEA associazioni di categoria in questione , volevo esprimere la mia grande soddisfazione circa l’I.V.A. al 10% sui concerti e servizi affini, finalmente si è risolto un problema che da anni era diventato un incubo per tutti gli operatori dello spettacolo perchè non si riusciva a capire questa benedetta aliquota , lasciava una miriade di interpretazioni. Un’altra battaglia da portare avanti è quella della figura professionale dell’organizzatore di spettacoli dal vivo definita per legge, in modo da evitare che persone inadeguate ed improvvisate rivestono ruoli impropri a danno della categoria e della professionalità. Cordialmente.

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