Una lettera pubblicata sul suo blog per difendere i recenti Stati generali del Paesaggio, sottolineando la “bontà e onestà intellettuale del nostro lavoro” che ha aperto la strada alla Carta del paesaggio. Così la sottosegretaria ai Beni culturali, Ilaria Borletti Buitoni, ha replicato al critico d’arte Vittorio Sgarbi, che nella sua rubrica (“Sgarbi Quotidiani”) sul quotidiano Il Giornale ha criticato apertamente la due-giorni di Palazzo Altemps: “Hanno tutti parlato d’altro, con dottrina e cinismo. Come se non avessero gli occhi, come se i problemi fossero altri. Intimidito, ha taciuto perfino Oreste Rutigliano, che ha combattuto con me, e con pochi amici, tempestose battaglie”, ha incalzato Sgarbi.

Parole che hanno colto di sorpresa la sottosegretaria al Mibact, che così ha replicato: “Caro Vittorio, memore e anche grata per il tuo straordinario impegno, coronato da successo, per la salvezza del sito di Sepino, leggo sempre ciò che scrivi con interesse e in particolare la tua striscia “Sgarbi quotidiani” su un grande giornale nazionale. Oggi vedo che hai voluto commentare i recenti Stati Generali del Paesaggio, organizzati dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e, in particolare, da me: si è trattato di un impegno faticoso, anche perché sono stati chiamati più di 40 relatori, ed è stato presentato un Rapporto molto sostanzioso e ricco di informazioni sullo stato delle politiche del paesaggio. Forse il risultato positivo da molti riconosciuto mi fa da velo, e devo ammettere di non aver controllato ora per ora il funzionamento della diretta in streaming dell’intero evento che abbiamo organizzato, per cui potrei non essermi accorta di eventuali interruzioni, ma mi chiedo: che film hai visto?”.

“Perché scrivi ‘hanno tutti parlato d’altro’? Sembra che più che gli Stati Generali del Paesaggio, in un empito risorgimentale che ti fa comunque sempre onore, tu abbia visto ‘In nome del papa Re’, visto che non sembra esserti piaciuta nemmeno la straordinaria e commovente lectio magistralis del Cardinal Ravasi, che ha commosso tutti i presenti quel giovedì mattina del 26 ottobre. Una lezione sul tema del Paesaggio e Natura nella Bibbia che invece è stata piena – come del resto tutti gli Stati Generali, comprese le conclusioni del ministro Franceschini e del Presidente del Consiglio Gentiloni – di indicazioni sui rischi che il Paesaggio corre, sui danni che ha sofferto, e sulla strada diversa sia normativa che operativa da intraprendere al più presto per salvaguardarne identità e corpo. Te lo potrà confermare anche Oreste Rutigliano di Italia Nostra che tu citi e che davvero non merita la tua critica di ‘aver taciuto’ critiche e rischi, e che tu giustamente apprezzi per il suo indefesso impegno per il nostro Bel Paese”.

“Ma certo, essendo tu un moderno Tommaso (Giovanni 20, 19 – 25) non pretendo di convincerti in absentia sulla bontà e onestà intellettuale del nostro lavoro che ha aperto la strada alla Carta del paesaggio: un’agenda puntuale e molto dettagliata che raccoglierà quanto emerso durante gli StatiGenerali, condivisa con il corpo tecnico del Ministero e ‘consegnata’ a chi avrà la responsabilità di guidare questo Paese e, in particolare, di seguire questo ambito. Preferisco farlo sul futuro. Come hai giustamente sottolineato tu, c’è molto da fare. Vogliamo farlo insieme senza contrapposizioni? Per esempio: la legislatura è agli sgoccioli. Abbiamo ancora però l’opportunità di far approvare la legge sul consumo di suolo ferma al Senato e che affronta almeno alcuni dei problemi da te sollevati. Perché non lavoriamo insieme alla costruzione di una civica alleanza tra tutte le persone libere e forti interessate a tramandare il nostro Paesaggio integro nella sua pur necessariamente sempre mutevole identità, che punti alla sua approvazione prima della fine di questa legislatura? Con stima”

LA CRITICA DI SGARBI

Nel suo articolo intitolato “Chi violenta il paesaggio?”, Sgarbi così scrive: “Non ci sono limiti alla menzogna e all’ipocrisia. Così si sono potuti indire gli ‘Stati generali del paesaggio’ a Roma per un confronto sul futuro delle politiche paesaggiste in Italia. In realtà, per esse, c’è solo un passato. Perché mai il paesaggio fu violato più che in questi anni, proprio dall’ultima conferenza nazionale del 1999, quando l’Italia divenne il territorio di conquista, in un patto invincibile tra Stato e mafia, per multinazionali spesso di incerta ragione sociale, attive nel campo delle energie rinnovabili, in particolare dell’eolico e del fotovoltaico”.

“E ha un bel dire il cardinal Gianfranco Ravasi, riferendosi al Creatore: ‘Pose l’uomo nel giardino per coltivarlo e custodirlo’: quel giardino è stato sconvolto, e mai come oggi è stato violato e stuprato. Il ministro Franceschini non ha visto e non ha sentito”.

“A sua volta il sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni ha ignorato l’argomento, volteggiando come la Vispa Teresa. Ed era inutile aspettarsi una parola di condanna. Hanno tutti parlato d’altro, con dottrina e cinismo. Come se non avessero gli occhi, come se i problemi fossero altri. Intimidito, ha taciuto perfino Oreste Rutigliano, che ha combattuto con me, e con pochi amici, tempestose battaglie. A noi si deve la salvezza del sito di Sepino. Invece di politici e professori, a fingere di parlare di paesaggio, avrebbero dovuto convocare Gian Antonio Stella e Carlo Vulpio, che quella, come molte altre vicende, conoscono bene”.

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