Galleria Borghese museiI dati più recenti mostrano chiaramente come negli ultimi tre anni ci sia stato un notevole incremento del pubblico dei musei statali. Dopo un brusco calo tra 2011 e 2012, infatti, il numero dei visitatori dei siti culturali che fanno capo al MiBACT nel 2014 è tornato a salire oltre la soglia dei 40 milioni e nel 2016 gli ingressi hanno raggiunto i 45,5 milioni. L’incremento registrato nel 2016 sull’anno precedente è del 4%. Ma permangono forti differenze regionali anche sul fronte dei visitatori che per l’86% si concentrano in 5 regioni – Lazio, Campania, Toscana, Piemonte, Lombardia – con i siti del Lazio che ne accolgono quasi 20 milioni, quelli della Campania e Toscana circa 7 milioni, ma in molte altre regioni se ne registrano poche centinaia di migliaia. È quanto si legge nel 13esimo Rapporto annuale Federculture. Il volume fa il punto sullo stato del settore culturale e sulle dinamiche politiche, legislative, amministrative ed economiche che investono i territori e i cittadini.

I MUSEI AUTONOMI

In questo contesto è interessante analizzare quanto avvenuto per i musei oggetto della “riforma Franceschini” del 2014. I 20 musei statali dotati di autonomia speciale, così come definiti dal “decreto musei” del 2014 (DM 23/12/2014), nel 2016 hanno registrato complessivamente 8 milioni di visitatori per un totale di introiti (lordi) di oltre 31 milioni di euro. La crescita dei due indicatori è rispettivamente del 16,7% e del 37,7%.

In entrambi i casi un incremento superiore a quanto avvenuto per l’insieme degli istituti statali, che vedono crescere i visitatori dell’11,7% e del 29% gli introiti. In termini di pubblico e introiti i 20 musei autonomi rappresentano il 18% dei visitatori degli istituti statali e il 25% degli introiti. Entrambe le percentuali di incidenza variano, aumentando, nel periodo considerato. È interessante notare come nel periodo siano cresciuti in termini assoluti del 19% i visitatori paganti, che per i musei autonomi raggiungono un’incidenza sul totale dei visitatori del 67%, valore a livello nazionale è del 50%, mentre se si considera l’insieme dei musei statali esclusi i 20 autonomi scende al 46%, invertendo il rapporto tra paganti e non paganti.

IL SISTEMA MUSEALE

La crescita significativa dei musei autonomi, nei due anni considerati, coincide, superandola, con quella più generale del sistema museale statale, che ha beneficiato di una serie di politiche di promozione introdotte nello stesso periodo, come le “domeniche gratuite” che a partire dal 2014 hanno portato nei musei dello Stato circa 8 milioni di persone.

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