Cancellato Franceschini cultura federculture“Gran parte dei provvedimenti legati alla cultura sono stati quasi sempre approvati da una maggioranza più larga di quella che sosteneva il governo e questo mi fa pensare che non vengano rimessi in discussione”. Così Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, chiudendo la presentazione del 13° Rapporto annuale Federculture dal titolo “Impresa Cultura. Gestione, Innovazione, Sostenibilità”. Viaggiando verso fine legislatura, Franceschini traccia un bilancio: “Mi pare che i risultati siano arrivati lavorando insieme – afferma il ministro ringraziando il lavoro di Federculture -, ho cercato di eliminare le barriere che ostacolano la collaborazione, cercando di definire insieme una serie di progetti”, ma soprattutto si è arrivati, in ambito culturale, a “scelte non reversibili”. I governi cambiano, ma le politiche culturali messe in campo dal Mibact restano: a essere stata riconquistata, è “la centralità delle decisioni politiche culturali sia in ambito nazionale che internazionale, dall’Expo di Milano al G7 di Firenze ai caschi blu della cultura”.

Grazie a “un lavoro di squadra siamo riusciti a spiegare che investire in cultura non è solo giusto, non è solo un adempimento a un dovere costituzionale – prosegue Franceschini citando l’articolo 9 della Costituzione – ma un modo di far crescer un’economia intelligente, sostenibile e adatta al nostro Paese”. Anche se “siamo arrivati a un punto positivo di condivisione”, secondo il ministro “c’è ancora molto da fare”, anche perché “il nostro patrimonio richiede sempre più risorse”. “Siamo arrivati a un buon punto e vorrei che insieme lo consolidassimo per il futuro”, conclude Franceschini.

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