investimenti culturaPer la prima volta dopo otto anni, nel 2016 il bilancio del MiBACT è tornato sopra i 2,1 miliardi di euro. Tale stanziamento, confermato anche nel 2017, ha riportato le risorse pubbliche a livelli pre-crisi lasciando sperare in una definitiva inversione di tendenza. È quanto si legge nel 13esimo Rapporto annuale Federculture. Il volume fa il punto sullo stato del settore culturale e sulle dinamiche politiche, legislative, amministrative ed economiche che investono i territori e i cittadini. La fine della lunga stagione dei tagli è caratterizzata dalla ripresa degli investimenti pubblici nel settore, con nuovi fondi per la tutela del patrimonio culturale e per i grandi progetti culturali: la programmazione del fondo per la tutela ha destinato 300 milioni di euro ad opere di restauro e messa in sicurezza dei musei nel periodo 2016-2017 e 845 milioni di euro per i grandi progetti culturali realizzati tra il 2016 e il 2020.

Il CIPE ha inoltre destinato alla cultura un miliardo di euro del Fondo coesione e Sviluppo 2014-2020 finanziando 33 interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio storico-artistico e di potenziamento del turismo culturale. A questi fondi vanno ad aggiungersi le risorse europee: il Piano obiettivo nazionale 2014-2020 ha infatti destinato 490 milioni di euro alla tutela del patrimonio culturale e al sostegno alle industrie creative nelle regioni del Sud Italia.

LA LEGGE SUL CINEMA

Sul fronte delle attività di spettacolo dal 1° gennaio 2017 è entrata in vigore la nuova legge per il cinema e l’audiovisivo (legge 14 novembre 2016, n.220) che, a distanza di 51 anni dalla precedente legislazione in materia, ridisegna complessivamente il quadro normativo applicabile al settore, aumentando di oltre il 60% le risorse ad esso destinate e prevedendo la creazione di un fondo autonomo per il sostegno all’industria cinematografica e audiovisiva, alimentato direttamente dagli introiti erariali già derivanti dalle attività dell’intera filiera del cinema e dell’audiovisivo (dalla produzione alla distribuzione in sala, dalla programmazione in tv alla diffusione online), che prevede risorse certe per 400 milioni di euro annui.

Al netto dello scorporo della quota riservata al cinema, lo stanziamento FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) a favore dello spettacolo dal vivo nel 2017 pari a 333,7 milioni di euro vede un incremento di circa 6 milioni di euro rispetto all’anno precedente.

I COMUNI

In linea con il trend nazionale, la spesa in cultura delle amministrazioni comunali registra un aumento del 4,1% nel 2015 (ultimi dati disponibili) rispetto all’anno precedente. Al contrario di quanto avviene presso i Comuni, le amministrazioni provinciali nello stesso periodo hanno effettuato tagli pari al 12,4%.

I PRIVATI

Per quanto riguarda le risorse provenienti da soggetti privati il mecenatismo delle Fondazioni bancarie nel corso dello scorso anno ha superato complessivamente il miliardo di euro, soglia sotto la quale era sceso dal 2011. Sebbene nel 2016 le erogazioni per i beni e le attività culturali siano diminuite del 7% rispetto all’anno precedente, la cultura resta il principale settore beneficiario al quale sono destinati il 25% dei fondi complessivi.

A fronte della riduzione dei finanziamenti provenienti dalle Fondazioni bancarie, si registra una maggiore partecipazione di privati cittadini ed imprese al sovvenzionamento di interventi di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale grazie all’Art bonus.

ART BONUS

Introdotto in via sperimentale nel 2014, l’Art bonus è diventato uno strumento permanente per incentivare il mecenatismo attraverso un credito di imposta del 65% per le donazioni in favore della cultura. In appena tre anni tale misura ha portato 5.400 mecenati a donare più di 170 milioni di euro per la realizzazione di 1.183 interventi in favore di musei, monumenti, siti archeologici e fondazioni lirico sinfoniche sparse in tutta la Penisola.

Il successo dell’iniziativa è evidente, ma rimane un altrettanto evidente problema di distribuzione delle risorse sul territorio. Ben l’80% delle erogazioni, infatti, si ferma al Nord, al Centro ne è destinato il 18% e appena il 2% arriva fino al Sud e alle Isole. Una disparità dovuta molto probabilmente al fatto che i maggiori contributori dell’Art bonus sono le Fondazioni bancarie, concentrate per la quasi totalità nelle regioni del Nord.

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