Galleria_Estense_Modena“Tre mesi fa abbiamo bandito tre borse di ricerca biennale in partenariato con l’Università di Modena per giovani ricercatori su digital humanities. Non per sostituire il cartaceo, ma per affiancare uno strumento avanzato per competere. Bisogna aprirsi a queste comunità globali”. Lo ha detto Martina Bagnoli, direttore delle Gallerie Estensi nel corso dell’evento organizzato dal Ministero dei Beni Culturali per fare il punto a due anni dalla nomina dei primi direttori dei Musei statali autonomi previsti dalla riforma Franceschini. Bagnoli ha ricordato anche la peculiarità del museo da lei guidato: “Un nucleo di musei che rappresenta un museo diffuso, occupando un vasto territorio su tre comuni. All’inizio è stato necessario definire una programmazione unitaria che tenesse però conto delle particolarità delle comunità locali”. Per questo con la sua squadra ha ideato dei “musei aperti a famiglie e bambini. Eventi teatrali, concerti e poesie. Portando avanti un intenso programma di allestimenti”. Si è voluto dare un “look unitario ai nostri interventi. Far vivere il museo all’esterno”. Particolare attenzione è stata posta nel realizzare delle mostre dossier che mostrano laboratori di ricerca come quello sul medagliere e, a breve, uno sui manoscritti ebraici.

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