pinacoteca_brera-milano-zero“Perché esiste un museo? Un museo non è un attrattore di turismo, deve essere un crogiolo di identità cittadina. I musei fanno parte di chi siamo”. Lo ha detto James Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera nel corso dell’evento organizzato dal Ministero dei Beni Culturali per fare il punto a due anni dalla nomina dei primi direttori dei Musei statali autonomi previsti dalla riforma Franceschini. “Il lavoro di valorizzazione che abbiamo portato avanti – ha spiegato Bradburne – è stato rimettere Brera nel cuore della sua città e mettere il visitatore nel cuore del museo”. Sono state riaperte porte, messi stendardi per mostrare l’accoglienza ai cittadini. “Abbiamo intrecciato un’esperienza di un museo che parla con la città. In Italia non bisogna confondere le collezioni che sono stellari con i musei che non sempre sono all’altezza”. È per questo che “abbiamo deciso di rifare gli allestimenti nelle 38 sale. Adesso siamo a 24 sale realizzate. Entro il 7 giugno 2018 avremo completato quelle che mancano”.

Per quella data potrebbe essere anche aperto Palazzo Citterio e nel 2019 si potrebbe collegare i due palazzi con un ponte di vetro. Realizzato in questi due anni anche un nuovo sito e molto lavoro sulla ricerca. Il direttore ha rivolto un grazie particolare per il sostegno “alla squadra di Roma”, dal ministro al segretario generale e ai direttori. “Siamo stati sostenuti”, ha detto. Infine, dopo aver detto di non credere “molto nelle statistiche” ha sottolineato la necessità di “misurare altre cose per vedere se abbiamo successo o no” e ha citato un sondaggio (ripreso poi dal ministro nel suo intervento conclusivo) secondo cui, nelle serate del giovedì organizzate dal museo, il 40% dei visitatori sono giovani e l’80% sono milanesi.

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