“La qualità che il museo offre non riguarda le collezioni ma l’accoglienza che non sempre è messa al centro del nostro lavoro. Nelle città d’arte il numero dei visitatori non è un problema, ma lo è far ritornare i cittadini delle proprie città”. Lo ha detto Anna Coliva, direttore della Galleria Borghese nel corso dell’evento organizzato dal Ministero dei Beni Culturali per fare il punto a due anni dalla nomina dei primi direttori dei Musei statali autonomi previsti dalla riforma Franceschini. Coliva ha ricordato come molti musei abbiano “vincoli che ci obbligano a un contingentamento delle entrate”. Per questo il direttore della Galleria Borghese ha raccontato un risultato ottenuto anche grazie al grado di autonomia che la riforma ha concesso a questi musei. “Da anni studiavamo una soluzione al problema del contingentamento dei visitatori. Abbiamo quindi realizzato uno studio fatto tutto internamente al museo e abbiamo attivato un sistema elettronico che monitora le presenze effettive. Con questo sistema abbiamo ridotto i problemi e abbiamo introdotto i biglietti last minute. Al 31 ottobre abbiamo venduto 22.626 biglietti last minute con introiti pari a 169.500 euro”.

Il vantaggio dell’autonomia è anche che “porta a definire dei programmi e a realizzarli”. Oltre all’esempio dei biglietti last minute, Coliva ne ha portato anche un altro sulla ricerca. “È stato possibile realizzare anche ricerca scientifica di alto livello che potrà avere uno sviluppo nel futuro e per sempre. Dopo anni che il progetto ‘Caravaggio research’ giaceva nel dimenticatoio, abbiamo potuto riattivarlo grazie a una collaborazione con università italiane e straniere”.

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