MUSEI-REALI-DI-TORINO-PALAZZO-REALE“Le parole chiave per i prossimi anni saranno unità, accessibilità, innovazione e apertura”. Lo ha detto Enrica Pagella, direttore dei Musei Reali di Torino nel corso dell’evento organizzato dal Ministero dei Beni Culturali per fare il punto a due anni dalla nomina dei primi direttori dei Musei statali autonomi previsti dalla riforma Franceschini. “Nel 2015 – ha ricordato Pagella – è cominciata la lunga marcia verso l’unificazione delle tanti sedi del museo. Abbiamo lavorato alla razionalizzare delle procedure, dei contratti, etc. Parallelamente sono cominciate le verifiche patrimoniali”. Una situazione difficile e complessa che ha comportato molto lavoro. “Ci siamo addirittura trovati di fronte a elenchi scritti a mano negli anni ‘70. Per questo abbiamo cominciato la digitalizzazione”. Nel percorso che ha portato alla costituzione dei Musei Reali, Pagella ha ricordato come “nel gennaio 2016 il polo reale ha cambiato nome in Musei Reali. Nasce così anche l’idea di una nuova organizzazione inserendo competenze e professionalità degne di un livello internazionale”. Con i finanziamenti straordinari i Musei Reali hanno ottenuto complessivamente 22 milioni di euro. Con questi fondi “abbiamo aperto i giardini reali, abbiamo avviato l’ultimo cantiere della cappella della Sindone, abbiamo prodotto mostre dossier, abbiamo definito la nuova identità visiva e un piano educativo integrato. Avviate anche collaborazioni col Politecnico e l’Università”. Infine il bilancio numerico con il pubblico che “è in crescita di un 30%. Molto resta da fare – ha concluso il direttore – e molto riguarda l’accessibilità servizi”.

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