finanziamenti ue cultura“L’Italia è sempre più protagonista delle politiche culturali all’interno delle istituzioni europee, grazie a un intenso lavoro svolto insieme ai governi degli stati membri che ha portato all’attenzione dei vertici europei istanze sentite come l’istituzione dell’Erasmus Cultura per favorire la formazione internazionale dei giovani artisti o la proposta di una componente culturale all’interno della politica di difesa europea per la tutela del patrimonio storico, artistico e archeologico a rischio”. Lo ha dichiarato il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini. “Passo ulteriore in questa direzione è la comunicazione del Collegio dei Commissari di oggi a Strasburgo che riconosce la cultura come uno dei pilastri europei e propone alle altre istituzioni europee il raddoppio dei giovani partecipanti all’Erasmus”.

Il documento della Commissione sull’istruzione e la cultura, pubblicato oggi, è per molti versi “il documento strategico migliore e più ambizioso che è stato scritto per anni a livello Ue su entrambe le politiche”, gli ha fatto eco il presidente della commissione per la cultura e l’ istruzione, Petra Kammerevert (S&D).

In sostanza, la Commissione chiede la creazione di uno spazio europeo dell’istruzione, in cui l’istruzione universale per la prima infanzia sia garantita a livello Ue a partire dai tre anni di età e il tasso di abbandono scolastico sia ridotto al 5%. Ogni studente di scuola secondaria di secondo grado dovrebbe avere una conoscenza fluente di due lingue straniere; inoltre le lacune matematiche e scientifiche già esistenti verrebbero affrontate in modo efficace e i diplomi verrebbero riconosciuti molto più automaticamente tra i paesi dell’Ue.

“Sono particolarmente lieta che la Commissione intenda rafforzare il programma Erasmus in tutte le sue parti al fine di raddoppiare il numero dei partecipanti entro il 2025 e di migliorare la visibilità delle persone svantaggiate. Anche se si potrebbero immaginare azioni ancora più audaci, questo è un passo nella giusta direzione”, ha spiegato dice Petra Kammerevert.

Infine, in vista dei progressi della digitalizzazione, la Commissione intende riadattare le competenze chiave entro il 2018 e fornire parametri di riferimento per le competenze digitali.

Il documento mostra inoltre un cambiamento delle politiche europee. Finora, l’istruzione e la cultura avevano svolto un ruolo minore nella politica europea, ma in futuro saranno viste come politiche chiave dell’Unione. Inoltre, “la Commissione riconosce che la promozione di un’identità europea deve essere più proattiva e può avere successo solo attraverso l’istruzione e la cultura”, ha concluso.

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