Paestum tempio Atena musei“Fra 5 anni immagino il sito di Paestum come un luogo che continua a stupire per i suoi monumenti, ma anche per i nuovi contenuti, nuovi linguaggi e nuovi servizi”. Lo ha detto Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco archeologico di Paestum nel corso dell’evento organizzato il 13 novembre dal Ministero dei Beni Culturali per fare il punto a due anni dalla nomina dei primi direttori dei Musei statali autonomi previsti dalla riforma Franceschini. “A Paestum – ha ricordato Zuchtriegel – il passato, il presente e il futuro si intrecciano. Il sublime, il geniale, il primordiale, il pittoresco sono concetti che sono stati collegati a Paestum”. Tra gli obiettivi primari del nuovo direttore c’è stato quello di “riportare la qualità del nostro lavoro a un livello consono all’importanza del sito. Il parco si è trasformato da un ufficio periferico del ministero a una squadra affiatata”. In questi anni “abbiamo puntato molto sulla ricerca e sulla tutela dimostrando con chiarezza che chi dice che i musei autonomi non fanno ricerca non conosce la nostra realtà: abbiamo avviato uno scavo stratigrafico che mira a una maggiore conoscenza della fase preromana del sito. Abbiamo condotto nuove analisi e ricerche sulle opere in deposito. Le abbiamo anche messe in rete e rese accessibili. Paestum è la dimostrazione che i musei fanno ricerca”.

Un lavoro quello fatto a Paestum che ha dato i suoi frutti. In termini di affluenza il Parco archeologico ha avuto nel 2016 un incremento del 47,5 per cento rispetto al 2013 con oltre 383mila visitatori con un trend in crescita di un ulteriore 17 per cento nel 2017. Un dato positivo confermato ancora di più da quello economico. Con 1.621.000 euro di incassi l’anno scorso Paestum ha accresciuto del 103 per cento gli introiti rispetto al 2013 e chiuderà il 2017 con un aumento del 20 per cento. Alla base c’è l’intento del nuovo direttore e della sua squadra di “riavvicinare la scienza al grande pubblico spiegando come avviene la ricerca e non mostrando solo i grandi risultati. Le nostre ricerche sono state presentate a convegno internazionali”. Ma soprattutto “il pubblico ha apprezzato la possibilità di riaccedere a spazi che erano stati chiusi”. Zuchtriegel ha insistito: “Investiamo tanto nell’accessibilità del sito. Al momento stiamo lavorando anche su un percorso per ipovedenti. Abbiamo aperto anche i depositi: più di 3000 persone hanno visitato i nostri laboratori di restauro. Tutto ciò ha cambiato molto la percezione di Paestum”.

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