Parere favorevole – con due condizioni – delle commissioni Cultura e Lavoro della Camera allo schema di decreto legislativo sulle disposizioni in materia di lavoro nel settore cinematografico e audiovisivo. Alla presenza della sottosegretaria ai Beni culturali, Ilaria Borletti Buitoni, la relatrice del provvedimento per la VII commissione, Giulia Narduolo (Pd) ha spiegato che nel corso dell’esame è stato preso atto dei rilievi formulati dal Consiglio di Stato, che ha osservato, in particolare, “come il provvedimento operi un limitato riordino della normativa vigente per coordinarla con la richiamata legge n. 183 del 2014 e rimetta a un ulteriore atto la classificazione delle professioni del settore, mentre sono assenti disposizioni volte ad attuare gli obiettivi indicati dalla normativa di delega con riferimento alla semplificazione e alla razionalizzazione delle procedure di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro, al rafforzamento delle opportunità di ingresso nel mondo del lavoro, alla previsione di misure adeguate alle peculiari modalità di organizzazione del lavoro e di espletamento della prestazione lavorativa ovvero professionale”.

Preso inoltre atto che “nel parere del Consiglio di Stato si evidenzia come non appaia corretta la scelta, espressa nell’articolo 3 dello schema, di rimettere la classificazione settoriale uniforme delle professioni artistiche e delle professioni tecniche del settore cinematografico e audiovisivo ad un’intesa diretta a stabilire linee guida e criteri validi per tutto il territorio nazionale, sottoscritta in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, anziché a un provvedimento di fonte regolamentare”.

Per questi motivi, le commissioni hanno espresso parere favorevole con le seguenti condizioni: “a) all’articolo 1, le parole: ‘produzione di opere audiovisive’ siano sostituite con le seguenti: ‘o per la produzione di specifiche opere audiovisive’, al fine di uniformare la formulazione della disposizione con quella delle previsioni già contenute nell’articolo 23, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81; b) si preveda, con riferimento all’articolo 3, che la classificazione settoriale uniforme delle professioni artistiche e delle professioni tecniche del settore cinematografico e audiovisivo sia definita con un provvedimento di rango regolamentare, adottato previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e sentite le organizzazioni maggiormente rappresentative degli operatori dei lavoratori del settore”.

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