cinema minoriParere favorevole con osservazioni e una raccomandazioni allo Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di tutela dei minori nel settore cinematografico e audiovisivo da parte della commissione Beni culturali e Istruzione del Senato. La 7a commissione, su proposta di Elena Ferrara (Pd) relatrice dell’atto, ha votato una bozza di parere aveva recepito le indicazioni emerse ieri tra cui l’innalzamento dei limiti di età per l’accesso dei minori in sala, previo accompagnamento dei genitori, per la visione di opere loro vietate. La relatrice nella seduta di oggi ha anche fatto notare “di aver introdotto un richiamo a sanzioni di tipo reputazionale per quegli operatori che reiteratamente classificano le opere in modo errato a danno dei minori”. Il testo, ha notato comunque Ferrara, “rappresenta un passo avanti rispetto alla normativa attuale”.

La Commissione ha chiesto di “sostituire, ovunque ricorra nel testo, la formula ‘potestà genitoriale’ con quella ‘responsabilità genitoriale’”. Ha invitato il governo “a valutare l’opportunità di consentire la flessibilità di accesso ivi prevista unicamente per la fascia di età più alta e, in ogni caso, a considerare di innalzare l’età dei minori che, ove accompagnati da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale, possono assistere agli spettacoli di opere vietate, prevedendo che il minore accompagnato abbia almeno 12 anni nel caso di opere vietate ai minori di 14 anni e almeno 16 anni nel caso di opere vietate ai minori di 18 anni”. Ha poi suggerito di “riconsiderare la composizione della Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche” calibrando meglio “la distribuzione delle professionalità interessate”.

In materia di sanzioni, la Commissione ha invitato l’esecutivo “a valutare l’opportunità di affiancare alle sanzioni pecuniarie e afflittive anche sanzioni di tipo reputazionale” nel caso in cui “un determinato operatore si sia reso responsabile di una violazione della disciplina a tutela dei minori o anche di una grave e reiterata errata classificazione delle opere a danno dei minori”.

Infine la 7a ha formulato anche una raccomandazione, sollecitando “la piena operatività del Comitato per l’applicazione del Codice di autoregolamentazione media e minori, considerati gli importanti compiti ad esso assegnati per la tutela dei minori rispetto alla programmazione televisiva”.

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