europa anno europeo patrimonio culturale manovraPerché è così importante per l’Europa organizzare nello stesso anno, il 2018, due iniziative come l’Anno europeo del patrimonio culturale e l’Anno del turismo Ue-Cina? In che modo la Commissione europea riuscirà a gestire contemporaneamente le due iniziative e garantirne la buona riuscita? E ancora: la Commissione pensa di creare sinergie tra i due progetti? Come si pensa di dare adeguata visibilità a due iniziative contemporanee? È quanto chiede la Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento europeo, in un’interrogazione orale alla Commissione europea discussa ieri durante la plenaria del Parlamento europeo. “Abbiamo proposto questa interrogazione, che ha visto il sostegno di tutti i gruppi, perché abbiamo alcune perplessità – afferma l’eurodeputata Michaela Šojdrová (PPE) a nome della Commissione Cultura -. Non è chiaro in che modo saranno gestiti i due progetti e come saranno promossi. L’Anno europeo del patrimonio culturale non deve uscirne indebolito. Si tratta di due iniziative distinte e non complementari e vorremmo capire perché la Commissione ha deciso di frammentare in questo modo le iniziative nel settore culturale”.

TURISMO SOSTENIBILE E DIRITTI UMANI

Sottolineando che dalla Commissione Cultura ci sarà “il massimo contributo nel ricercare sinergie tra le due iniziative”, l’eurodeputata rileva che “il turismo tra gli Stati membri e la Cina si sviluppa bene e non è necessario dare un sostegno particolare a livello europeo tantomeno attraverso finanziamenti pubblici”. Come sostenere, poi, i valori europei “se al contempo cooperiamo con la Cina senza tener conto della questione dei diritti umani? – si chiede Šojdrová – In Cina ci sono 1500 prigionieri politici e i diritti umani e sociali di migliaia di persone sono oggetto di violazione”. C’è poi da chiedersi se il turismo di massa sia davvero utile alla conservazione del patrimonio culturale: “Ne dubito – chiosa l’eurodeputata -. Questo vale per i tanti luoghi in Europa invasi dai turisti ma anche per il Tibet, sotto amministrazione cinese, dove il turismo di massa occidentale sostenuto dalla Cina ha un impatto distruttore per la popolazione locale”.

LA RISPOSTA DELLA COMMISSIONE: SFRUTTARE LE SINERGIE

“La gestione delle iniziative in parallelo non sarà un problema”, risponde il Commissario europeo Phil Hogan che assicura un “coordinamento tra i lavori”: per esempio, nell’ambito dell’Anno europeo del patrimonio culturale “è stato chiesto all’Unesco di sviluppare una serie di itinerari turistici, tra i siti meno noti, per attrarre un turismo sostenibile; itinerari pensati anche per i turisti cinesi e che verranno promossi nell’ambito dell’Anno del turismo Ue-Cina”. Le due iniziative “perseguono obiettivi diversi e si rivolgono a gruppi diversi – conclude Hogan – ma sono complementari, ci sono sinergie che faremo in modo di sfruttare al meglio”.

DE MONTE: TROVARE TABELLA DI MARCIA COMUNE

“Le due iniziative contemporanee possono generare complicazioni. Auspico che la Commissione sappia trovare una tabella marcia comune e creare sinergie”, afferma l’eurodeputata del Pd Isabella De Monte, membro della Commissione per i Trasporti e il Turismo del Parlamento europeo. “La combinazione di due iniziative così importanti è un’occasione di crescita e di ricchezza in termini di sviluppo economico e di occupazione” continua De Monte ricordando che “nonostante la crisi, il turismo è uno dei settori che negli ultimi dieci anni ha avuto una maggiore crescita a livello mondiale ed è la terza attività economica d’Europa dopo il commercio e il settore delle costruzioni”. Si tratta però “di un settore vulnerabile e in costante evoluzione. L’Europa è la prima destinazione turistica mondiale per le sue bellezze naturali, paesaggistiche e culturali, ma per mantenere questo primato è necessario avviare adeguate politiche di sviluppo”. Secondo De Monte “è fondamentale in questo processo la liberalizzazione dei visti turistici. L’Unione europea e la Cina devono inoltre puntare a un miglioramento dell’esperienza turistica valorizzando le destinazioni meno note e più sostenibili ovviando al problema del turismo massa. La nuova Via della Seta che collega il nostro Continente a quello asiatico è di vitale importanza per avvicinare differenti culture”.

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